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Qui le lacrime non servono - La guerra civile greca e i suoi riflessi letterari

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Anteprima della tesi: Qui le lacrime non servono - La guerra civile greca e i suoi riflessi letterari, Pagina 6
 7
1.2 Dal “no” di Metaxàs all’organizzazione della Resistenza 
Nel 1939 la Grecia era governata da una dittatura fascista, quella di Ioànnis 
Metaxàs; tuttavia, allo scoppio della II Guerra Mondiale, il paese rimase neutrale. 
Se nei quattro anni della sua dittatura aveva permesso che aumentasse 
sensibilmente l’influenza tedesca sull’economia greca, Metaxàs era altresì 
preoccupato di non pregiudicare i buoni rapporti con la Gran Bretagna, per la 
quale re Giorgio nutriva profonde simpatie. In quest’ottica non deve stupire quello 
che accadde: quando un paese fascista - l’Italia - dichiarò guerra ad un altro paese  
fascista -la Grecia - , Metaxàs, come racconta Sefèris
2
, cercò di eludere questa 
contraddizione, dicendo che la guerra non era contro l’Italia fascista, ma “era una 
guerra contro le forze militari dell’Italia”. Quello che il dittatore greco però non  
poteva certo fare era  accettare l’ultimatum che gli poneva l’ambasciatore italiano 
alle 3 di mattina del 28 ottobre ‘40: il celebre “ Ρ Φ Λ” (no) di Metaxàs provocò di 
fatto l’invasione italiana, invasione che a ben vedere nessuno, in Grecia, pensava 
di poter contrastare
3
. Ma la straordinaria prova di unità e di compattezza che fornì 
il paese diede risultati insperati: l’esercito greco, che schierava nelle sue file anche 
ufficiali venizelisti, fieri oppositori del regime di Metaxàs, respinse l’attacco 
italiano ed anzi, nel giro di pochi mesi, riuscì a spingersi al contrattacco, 
conquistando numerosi avamposti in Albania. 
La vittoria greca però non ebbe frutti durevoli: la Gran Bretagna esitò a fornire il 
proprio aiuto, almeno fino alla morte di Metaxàs; contributo britannico che si 
rivelò comunque insufficiente ad arginare l’attacco sferrato dalla Germania in 
aprile, che in breve tempo costrinse Atene alla resa e mise in fuga il re ed il suo 
governo, prima a Creta, poi in Egitto. Entro il giugno del 1941 la Grecia era 
interamente stretta dalla morsa dell’Asse, smembrata in tre zone di influenza 
(tedesca, italiana e bulgara), e guidata da un governo collaborazionista.  
Ma ancora non era in ginocchio. 
                                                 
2
 Da Ghiorghios.Seferis, “Manoscritto settembre ‘41” (parte II), traduzione di L.Marcheselli 
Loukas. G. Seferis (1900-1971). Poeta e saggista vincitore nel 1963 del premio Nobel per la 
letteratura, lavorava all’epoca al ministero dell’informazione greco, e ci ha lasciato preziosissime 
testimonianze dell’evolversi della tensione tra Italia e Grecia e sull’operato di Metaxàs e del suo  
entourage. Seferis ha poi seguito il governo in esilio al Cairo, in Sud Africa e in Egitto, ed è stato 
in seguito ambasciatore in diversi paesi. 
3
 Ibid. 
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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Verzè
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e Tecniche dell'Interculturalità
  Relatore: Marco Dogo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 60

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