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Revocazione delle pronunce della Cassazione: questioni applicative e prospettive evolutive

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Come già sopra accennato, il codice del 1942 non si discostò dalla disciplina del codice 
previgente e introdusse il divieto di esperire la revocazione avverso una sentenza che 
definisce il medesimo rimedio.                                                                                                                     
L’origine storica di tale esclusione è da rinvenire nell’ordonnance de Blois
22
 del 1579 
che, insieme alla già citata ordinanza di Moulins del 1566, si prefiggeva lo scopo di 
eliminare ogni abuso di tale istituto. Il divieto in discorso fu poi sempre riprodotto nelle 
leggi posteriori e da queste ha poi attinto il nostro legislatore per la formulazione dell’art. 
403 c.p.c.                                                                                                                                                                              
La ratio di tale criticabile previsione viene fornita dalla Corte di Cassazione italiana nella 
sua composizione più autorevole la quale statuisce che tale disposizione è volta a 
<<evitare che la definizione di una lite sia oggetto di ripetute contestazioni che 
impediscono la formazione di una statuizione idonea a concludere definitivamente la 
controversia>>
23
.                                                                                                                                                          
Si tratta di una conclusione dettata dalla necessità di salvaguardare la certezza del 
giudicato e pertanto in linea con quanto il guardasigilli Pisanelli affermò nella relazione 
sul progetto del codice italiano del 1865
24
 al fine di giustificare la medesima prescrizione 
in esso contenuta.                                                                                                                                                        
Una disposizione di questo tipo tuttavia non ha mancato di attirare critiche da parte della 
dottrina
25
 la quale ha rilevato come risultasse poco convincente prevedere una limitazione 
siffatta in relazione alla revocazione quale rimedio volto all’eliminazione di una grave 
ingiustizia anche a discapito della stabilità delle decisioni.                                                                                                                                                                                 
Già all’indomani del vecchio codice di procedura civile inoltre
26
, è stato a questo riguardo 
 
civili, Bologna, 2019 p. 1068; Formica - Peruzzu, Giudizio di revocazione: maggiori certezze e uniformità 
di tutela in Il Fisco, 2016, 2, 132 135. In giurisprudenza si guardi: Cass. sez. II, sent. 21 dicembre 1999, 
n. 14370, Cass. sez. lav., sent. 15 febbraio 2001, n. 2181 in Foro it. 2001, I, 2260 ss., Cass. sent. 25 
maggio 2011 n. 11451, Cass. sent. 7 dicembre 2010 n. 24800 e Cass. sez. III sent. 4 novembre 2014 n. 
23445. 
22
 Butera, La rivocazione delle sentenze civili, Torino, 1936 p.19. 
23
 Così la Cassazione civile, Sez. Unite, sent. 20 aprile 2004 n. 7584. 
24
 Pisanelli, nella relazione sul progetto del codice italiano, affermò infatti che <<importa che le liti 
abbiano un termine; è necessario di assicurare l’autorità del giudicato da ulteriori attacchi, e garantire 
lo stesso giudicato da un mezzo di annullamento identico a quello che diede luogo al giudizio in cui esso 
fu proferito>>. Tale affermazione è riportata da Mattirolo, Trattato di diritto giudiziario civile italiano, 
IV, Torino, 1933 p. 863 in nota 3.  
25
 Satta – Punzi, Diritto processuale civile, Padova, 2000 p. 549 – 550; Rocco, Trattato di diritto 
processuale civile, III, Torino, 1957 p. 422; Carullo, La revocazione nel processo amministrativo, 
Padova, 1978 p. 184. 
26
 Alessio, La revocazione delle sentenze civili, Napoli, 1888 p. 103 ss.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Scarpitta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marcella Negri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

FAQ

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