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Revocazione delle pronunce della Cassazione: questioni applicative e prospettive evolutive

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1 
 
Capitolo primo 
Introduzione: nascita ed evoluzione della revocazione delle sentenze della 
Cassazione 
1. Premesse storiche sulla revocazione (dalle origini alla codificazione del 1942). 
La revocazione è un rimedio impugnatorio che trova la sua ragion d’essere 
nell’insopprimibile aspirazione di giustizia
1
.                                                                                                   
Tale rimedio ammette infatti che una decisione giurisdizionale sia messa in discussione 
non nel caso in cui ricorrano meri errori di giudizio ma piuttosto qualora si sia in presenza 
di determinate circostanze patologiche che siano, per l’appunto, sintomo di grave 
ingiustizia
2
.                                                                                                                                                                      
Proprio per la sussistenza di tali patologie anomale e talvolta occulte della decisione, 
l’ordinamento ammette eccezionalmente che il bisogno di ottenere una decisione 
sostanzialmente corretta prevalga sull’esigenza di stabilità e certezza delle decisioni
3
; e 
ciò anche nel caso in cui tali principi avessero raggiunto la loro più alta manifestazione 
mediante il passaggio in giudicato della decisione.                                                                                          
La ratio cui risponde tale istituto è pertanto quella di ottenere un esito più corretto del 
giudizio da un punto di vista sostanziale. Non venendo qui in rilievo un errore di giudizio, 
si spiega la ragione per cui il giudice competente a conoscere di tale impugnazione sia il 
medesimo che aveva pronunciato la sentenza censurata.   
La necessità di un rimedio siffatto trova le sue radici nella Roma antica repubblicana e 
precisamente nel periodo che decorre dalla metà del terzo secolo a.C. a circa il 27 a.C.                                                                                                                                                                           
Si ricordi infatti che nell’arco di tempo suddetto e dunque nell’età c.d. preclassica del 
diritto romano, al ius civile si affiancò l’opera creativa del pretore volta a integrare il 
diritto esistente ma soprattutto a correggerne l’eccessivo rigidismo. L’applicazione del 
ius civile talvolta poteva infatti risultare iniqua se relazionata al caso concreto e pertanto 
la previsione di rimedi pretori atti a integrarne gli effetti rendeva il diritto più “giusto”. È 
proprio a tale finalità che venne introdotto il rimedio della restitutio in integrum il cui 
primo ambito di applicazione fu quello dei negozi giuridici.                                                                  
Tale strumento consisteva in un rimedio concesso dal pretore per neutralizzare l’iniqua 
 
1
 Consolo, Le impugnazioni delle sentenze e dei lodi, Padova, 2012 p. 305. 
2
 Attardi, La revocazione, Padova, 1959 p. 49. 
3
 Consolo, Spiegazioni di diritto processuale civile, II, Torino, 2017 p. 617.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Scarpitta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marcella Negri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

FAQ

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art. 391 bis
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art. 391 ter
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