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Revocazione delle pronunce della Cassazione: questioni applicative e prospettive evolutive

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Anteprima della tesi: Revocazione delle pronunce della Cassazione: questioni applicative e prospettive evolutive, Pagina 6
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La Bundesgerichtshof, al contrario, acquisiva dei caratteri del tutto differenti rispetto 
all’omologa francese.                                                                                                                                                       
Il ricorso alla Corte Suprema tedesca (c.d. Revision) abbracciava infatti le caratteristiche 
di un vero e proprio giudizio di terza istanza la cui cognizione della causa risultava estesa 
al merito
13
. A differenza della Cour de Cassation pertanto, la Bundesgerichtshof 
esercitava un ulteriore grado di giudizio la cui determinazione finale non avrebbe avuto 
effetto precipuamente rescindente della sentenza impugnata bensì carattere sostitutivo.                                                             
La decisione della Corte di Cassazione tedesca così adottata risultava pertanto 
sostanzialmente differente rispetto a quella pronunciata dall’organo di ultima istanza 
francese poiché avrebbe statuito sulla domanda giudiziale originariamente proposta.                                      
Essendo pertanto questi i caratteri originari della Bundesgerichtshof, si spiega la ragione 
per cui le sue decisioni fossero assoggettate al rimedio straordinario della 
Restitutionsklage.                                                                                                                                                            
Possiamo allora sostenere che tale rimedio tedesco, seppur sviluppatosi autonomamente 
rispetto al filone francese, ne rappresentò in realtà un perfezionamento in ragione della 
differente fisionomia attribuita alla Suprema Corte.   
Nell’Italia geografica preunitaria, sia il Regno di Sicilia che quello di Sardegna conobbero 
dei rimedi originari permeati da esigenze di giustizia. Fu però l’influenza del codice di 
procedura civile francese che portò all’inserimento nel nostro ordinamento dell’istituto 
della revocazione per come previsto oggi nei suoi elementi essenziali.                                                                                                                                                                
La requête civile del 1806 fu pertanto presa a modello dal Regno di Sardegna e venne 
introdotta nel codice sabaudo della metà del 1800 prevedendo come unica rilevante 
modifica l’inserimento del motivo di errore di fatto, escluso invece dall’ordinamento 
francese.                                                                                                                                                                                 
Il codice di procedura civile del 1865 dello Stato italiano seguì le orme del codice sabaudo 
e inserì tale rimedio straordinario sotto il nome di “rivocazione”.                                                                                                           
Dato che la disciplina fu formulata sulla base di quella francese, si spiega la previsione 
nel codice del 1865 di due divieti: la non impugnabilità per rivocazione delle sentenze 
pronunciate in un precedente giudizio del medesimo rimedio e l’inammissibilità 
dell’istituto avverso le decisioni della Cassazione.                                                                                                            
 
13
 Calamandrei, La Cassazione civile, I, Torino, 1920 p. 610.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Scarpitta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marcella Negri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

FAQ

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