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Stalking: quando le attenzioni diventano persecuzione. La risposta penalistica (art. 612-bis c.p.)

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Anteprima della tesi: Stalking: quando le attenzioni diventano persecuzione. La risposta penalistica (art. 612-bis c.p.), Pagina 5
 
 
 
 
 
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Nonostante le difficoltà riscontrate nell’identificazione sul piano 
diagnostico-scientifico dei comportamenti a rischio e nonostante 
l’impossibilità oggettiva di parlare di un'unica ed efficace 
classificazione, negli anni non sono mancati svariati tentativi, più o 
meno riusciti, di classificazione dei diversi profili di stalker, tali da 
fungere da linea guida per l’inquadramento delle loro personalità.  
In Australia, un importante gruppo di ricerca guidato Paul E. Mullen
14
 
del Victorian Institute of Forensic Mental Health, ha delineato, a 
seguito di un’approfondita analisi
15
, cinque figure di molestatore 
assillante: il rifiutato, il rancoroso, il predatore, il corteggiatore 
incompetente, il bisognoso d’affetto che include una sotto-categoria 
quella dell’erotomane
16
.   
                                                                                                                                          
che sperimentano emozioni devastanti e le manifestano in modo clamoroso, 
drammatizzano ed esagerano molti aspetti della loro vita o i loro stessi sentimenti e 
proiettano le loro inadempienze sugli altri. Si fanno credere vittime degli altri quando ne 
sono spesso i carnefici e si comportano in modo diverso nell’arco di qualche minuto o 
ora. Il disturbo borderline è stato spesso associato a eventi traumatici subiti nell'infanzia, 
ma non è detto che ciò sia sempre vero, analisi compiuta dall’Istituto di Psicologia e 
Psicoterapia comportamentale e cognitiva, Cfr., http://www.ipsico.org/psicosi.htm 
13
 Gli Studi sono stati condotti dalla Moderna Group on Stalking formata da un gruppo di 
studiosi multidisciplinari europei impegnati in progetti di ricerca di tipo multicentrico 
nell’ambito del Programma Daphnae finanziato dalla commissione europea e finalizzato 
alla prevenzione della violenza nei confronti dei bambini, degli adolescenti e delle donne. 
I risultati delle ricerche da loro condotte sono consultabili nel volume, Moderna Group on 
stalking, Donne vittime di stalking: riconoscimento e modelli di intervento in ambito 
europeo, Milano, 2005. 
14
 Professor of Forensic Psychiatry, Monash University, Melbourne Clinical Director, 
Victorian Institute of Forensic Mental Health. 
15
 L’analisi compiuta da Mullen e i suoi collaboratori consiste in una riesamina di ben 
venti tipologie di stalker individuate da diversi autori in un arco temporale che va dal 
1989 al 2009. 
La maggior parte di queste “tipologie di stalker” possono essere distinte in tre ampie 
categorie: quelle classificate secondo un preesistente disordine mentale; quelle 
classificate secondo il rapporto dello stalker con la vittima e quelle che classificano lo 
stalker secondo la motivazione che lo ha spinto a perseguitare la vittima. In questo senso, 
MULLEN – PHATE’ – PURCELL, Stalker and their victims, Cambridge, 2009. 
16
 Il “rifiutato” è il persecutore che è diventato tale in seguito ad un rifiuto. Di solito si 
tratta di un ex che vorrebbe ristabilire la relazione perduta pur essendo consapevole del 
fatto che le sue insistenze, minacce, pedinamenti, aggressioni, hanno l'effetto di 
peggiorare il rapporto con l'oggetto amato e hanno come conseguenza il suo 
allontanamento progressivo. La paura di restare solo e di perdere la persona oggetto dei 
suoi desideri, se pur ritenuta indegna dell’amore e delle attenzioni che in lei riversa, viene 
vissuta come un’umiliazione tanto grave da distruggere la sua  autostima e da mantenerlo 
legato indissolubilmente  a lei. Il ”rancoroso” rientra nella categoria più pericolosa. Si 
tratta di un soggetto che sospinto dal forte desiderio di vendicarsi di un danno o di un 
torto che ritiene di aver subito dalla vittima, è alimentato da una sorta di vendetta 
personale. È fermamente intenzionato a perseguire un piano punitivo e arriva a 
considerare i suoi comportamenti come giustificati traendo dagli stessi confortanti 
sensazioni di potere e di controllo. Il “predatore”, invece, è il molestatore che insegue, 
pedina, desidera la vittima con la quale ambisce ad avere rapporti sessuali. La paura 
eccita questo tipo di stalker e per raggiungere il suo scopo è disposto a dedicare anche

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Laura Borsani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Grazia Mannozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

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Parole chiave

stalking
ossessione
minaccia
violenza privata
molestia
atti persecutori
612 bis c.p.
610 c.p.
612 c.p.
660 c.p.

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