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Studio di realizzazione e fattibilità di un microprogetto di sviluppo agricolo. Il caso di Tabagne, Costa d'Avorio

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culturale così come economico, qualitativo e quantitativo. Il concetto chiave deve 
essere il miglioramento della qualità della vita.” 
 
Negli anni Settanta l’ONU dedicava lo 0,7% del PIL mondiale al sostentamento di 
aiuti tecnici e infrastrutturali per la realizzazione di dighe e strade, per sostenere la 
Rivoluzione Verde e i suoi semi ad alta produttività, paradigmi di un nuovo 
sviluppo tecnologico per incentivare successivamente quello sociale. 
Negli anni ’80 gli aiuti sono diventati economici e soprattutto finanziari ad opera di 
grandi Donatori istituzionali internazionali, la Banca Mondiale e il Fondo 
Monetario Internazionale che hanno, fra i loro obiettivi, la promozione dello 
sviluppo di ogni singola Nazione. Questa trasformazione ha reso il debito estero da 
voce di bilancio statale a grave piaga ancora oggi insanata della maggioranza dei 
Paesi in via di sviluppo, in Asia, Africa e America Latina.  
Questa filosofia di aiuto durò sino alla fine degli anni ’90, sino a quando si 
comprese che i consigli di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, che 
vincolavano i loro prestiti economici alla rimozione di sostegni stabili all’economia 
nazionale, con tagli alla spesa pubblica per salute ed istruzione, e alla conversione 
dei prodotti, soprattutto agricoli, per il mercato dell’esportazione senza nessuna 
barriera economica o commerciale, potevano avere effetti disastrosi proprio sulla 
vita dei più poveri.  
 
La stessa Banca Mondiale, in un suo recente documento, riconosce ed ammette che 
“la gestione degli aiuti allo sviluppo degli ultimi trent’anni non ha ancora sconfitto 
la povertà”.  
 
Il Rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano del 1990 auspicava di andare 
oltre il reddito per cercare di stabilire il livello di benessere a lungo termine della 
persona, cercando di svincolare il concetto di sviluppo a quello di crescita 
economica, mentre 10 anni più tardi si legge che nel XX secolo le disuguaglianze 
globali sono cresciute di ordini di grandezza in maniera non paragonabile a nulla 
di cui abbiamo avuto esperienza sinora. 
 
Analizzando studi sulle politiche di aiuto allo sviluppo si capì che esse avevano 
fallito su vari fronti: il denaro prestato, spesso andava a sostenere un sistema 
politico corrotto e scarsamente democratico mentre la tecnologia esportata ha 
sempre tenuto conto di situazioni occidentali trasponendo il paradigma della 
crescita economica, commerciale e finanziaria prima di qualsiasi analisi sui bisogni 
reali della popolazione e sulle effettive potenzialità del territorio in cui gli aiuti 
stavano andando a promuovere “sviluppo”.  
 
Questi modelli di sviluppo stanno lentamente lasciando il campo a nuove teorie e 
tecniche, dette decentrate o dal basso, che sono state applicate per sviluppare 
questo lavoro, cercando di porre al centro del progetto le persone, il loro territorio 
e le loro esigenze, le loro conoscenze e le loro potenzialità, per promuovere ed 
articolare delle situazioni ove veramente la persona e il suo contesto possano 
cominciare a muoversi, da una situazione di degrado ad una meno svantaggiata.  
 
Concetti che Thomas Sankara, presidente burkinabè assassinato nel 1987, aveva 
già evidenziato. Secondo lui sviluppo è “la ricerca del benessere per tutti con uno 
sviluppo autonomo centrato sui bisogni di base, democrazia diretta, autosufficienza 
alimentare ed economia popolare con risorse endogene. Benessere è prima di tutto 
fornire cibo, acqua, salute ed istruzione per la popolazione, è mutamento dei 
rapporti fra città e campagna, è liberazione delle donne dallo sfruttamento, è 

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Annoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Roberto Pretolani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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Parole chiave

agricoltura tropicale
albero dei problemi
analisi swot
costa d'avorio
oritcolltura
partecipazione
sviluppo rurale
tabagne

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