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Sviluppo affettivo femminile in relazione al rapporto padre-figlia

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Anteprima della tesi: Sviluppo affettivo femminile in relazione al rapporto padre-figlia, Pagina 6
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materno (Fulcheri, Marchisio e Marocco Muttini, 2009; Argentieri, 2014), un uomo che si trova 
talmente coinvolto nel nuovo ruolo che è chiamato ad esercitare, a tal punto da identificarsi con le 
funzioni affettivo/emotive e accudenti che tradizionalmente venivano associate alla madre.
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 A 
questo proposito, Simona Argentieri (2014) sottolinea che l’arrivo di un figlio è un evento 
emotivamente intenso tanto per la donna quanto per l’uomo, il quale ha come compito, tra i tanti, 
quello di saper tollerare la propria esclusione dalla naturale e universale relazione madre-figlio
3
 
nei primissimi tempi di vita dell’infante. L’autrice osserva come questo compito non risulti sempre 
facile e immediato da realizzare, tanto che non di rado nel padre si possono riattivare ricordi legati 
ad antichi conflitti rimasti in sospeso e pertanto irrisolti, i quali, nel momento in cui vengono aperti, 
portano quasi inevitabilmente alla riedizione di emozioni, sentimenti e vecchi timori. Possiamo 
così comprendere la gelosia di un padre verso il figlio, percepito come un rivale che assorbe tutte 
le cure, attenzioni ed energie della sua compagna e il suo senso di esclusione dalla diade. Altri 
padri possono sentirsi invidiosi delle capacità procreative della donna e cadere così in uno stato di 
avvilimento e disperazione, oppure reagire negando e attaccando la figura materna. In altri ancora 
possono riattivarsi antichi timori abbandonici e sentimenti di ostilità spesso collegati all’originario 
senso di inferiorità provato verso la madre nei primi anni di vita. Non sono inoltre rari 
comportamenti definiti dall’autrice di “acting out”, come fughe ed evasioni dall’ambiente 
familiare (a tal proposito sono tipici i padri che, nato un figlio, si rifugiano completamente nel 
lavoro, evitando così di coinvolgersi in un ruolo che sentono stretto, che li angoscia o verso il quale 
si percepiscono inadeguati) fino al vero e proprio abbandono della famiglia, atti auto/etero 
aggressivi e, talvolta, tentati suicidi. Infine, una sorta di regressione alla dipendenza infantile può 
manifestarsi in quelle situazioni in cui l’uomo aumenta le sue richieste e il bisogno di cura nei 
confronti della moglie in seguito alla nascita del figlio o si sottrae all’impegno tornando a vivere 
con la famiglia d’origine.                                                                                                                    
Alain Braconnier (2008) arricchisce la letteratura sul tema introducendo nel suo libro 
molteplici tipologie di padre. Di sotto riporto alcune di queste, le più significative e caratteristiche: 
                                                             
2
 In alcuni padri si è riscontrata la cosiddetta sindrome della couvade, che consiste in una serie di effetti psicosomatici 
che si verificano in prossimità del parto della compagna, tra i quali perdita dell’appetito, nausea, vomito, orzaioli, 
herpes e malattie dermatologiche. Si ritiene che si tratti di una sindrome psicogena originata da un meccanismo di 
identificazione (Argentieri, 2014). 
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 Il maschile è usato per comodità e per evitare un appesantimento del testo, ma sottintende sempre sia figli maschi 
che figlie femmine.

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Bovina
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Gian Luca Barbieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

FAQ

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attaccamento
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modelli operativi interni
dipendenza affettiva
coazione a ripetere
sviluppo affettivo
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