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Tra idealismo e pragmatismo. Le matrici politiche ed economiche della partecipazione italiana alla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio

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6 
 
Naturalmente la guerra fredda continuò, anche con maggiore intensità. Ma la principale incognita della guerra fredda – la 
posizione poco chiara della Germania nella politica internazionale – era stata eliminata: aderendo al Piano Schuman la 
Germania dell’Ovest aveva optato per l’Occidente
5
.  
 
L’interazione tra il contesto bipolare della guerra fredda e la genesi della dichiarazione è stata 
ampiamente dimostrata dagli storici, concordi nel considerare l’iniziativa francese la reazione alla 
decisione americana di integrare la Repubblica Federale Tedesca all’interno del blocco occidentale, 
al fine di impedirne l’attrazione nell’opposto schieramento sovietico
6
. Questa matrice politica della 
Dichiarazione Schuman è sottolineata, per esempio, da Varsori: 
 
[…] la Francia, nella visione della sua leadership politica […] avrebbe dovuto ritornare a svolgere un ruolo centrale nelle 
relazioni internazionali. Uno degli ostacoli alla realizzazione di questo ambizioso obiettivo era proprio la prospettiva che 
[…] la Repubblica Federale Tedesca nata nel maggio 1949, tornasse a rappresentare un elemento centrale in Europa 
occidentale, anche perché nell’opinione dei leader americani e britannici, con l’acuirsi del contrasto Est-Ovest, la 
Germania Ovest appariva un alleato sempre più prezioso
7
. 
 
Altrettanto importante è stata ritenuta la matrice economica della dichiarazione, dovuta alla volontà 
francese di mantenere il controllo sulle riserve carbosiderurgiche tedesche, nel timore che la loro 
eventuale restituzione alla Repubblica Federale Tedesca avrebbe innescato il processo del suo futuro 
riarmo e di una sua troppo rapida ripresa industriale. Come sottolineato da Morelli, 
 
Il punto limitato, ma decisivo, su cui intervenire per produrre il cambiamento necessario era il settore carbosiderurgico, 
strategico per la ricchezza e la potenza di entrambe le nazioni. In questo campo la sovranità andava esercitata in comune 
in modo da permettere la ricostruzione dell’economia tedesca senza mettere in pericolo la sicurezza francese
8
. 
 
Aperta all’adesione di tutti i paesi che ne avessero fatto richiesta, benché esplicitamente rivolta solo 
alla Francia e alla Repubblica Federale Tedesca, l’iniziativa francese viene accolta con favore dai 
paesi del Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo) e dall’Italia. Perché l’Italia aderisce all’iniziativa? 
Perché il Presidente del Consiglio De Gasperi e il Ministro degli Affari Esteri Sforza decidono di 
 
5
 Ivi, p. 29. 
6
 Su questo, cfr. Pierre Melandri: Le rôle de l’unification européenne dans la politique extérieure des États-Unis 1948-
1950, in Histoire des debuts de la construction europeenne, Actes du colloque de Strasbourg, 28-30 Novembre 1984, 
Bruylant/Bruxelles, 1986, pp. 25-45. 
7
 Antonio Varsori: La Cenerentola d’Europa? L’Italia e l’integrazione europea dal 1947 a oggi, Soveria Mannelli, 
Rubbettino, 2010, pp. 81-82. 
8
 Umberto Morelli: Storia dell’integrazione europea, Milano, Guerini Scientifica, 2018, p. 60.

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Informazioni tesi

  Autore: Diego Borri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Simone Paoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

FAQ

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