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Tradurre il primo libro dell'Odissea nel Rinascimento: qualche esempio tra Italia e Francia

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Anteprima della tesi: Tradurre il primo libro dell'Odissea nel Rinascimento: qualche esempio tra Italia e Francia, Pagina 4
3 
 
1. La traduzione nel Cinquecento 
Come emerge dagli studi di Gabriele Bucchi in Meraviglioso diletto. La traduzione 
poetica del Cinquecento e le Metamorfosi d’Ovidio di Giovanni Andrea 
dell’Anguillara 
3
, prima che la cultura romantica iniziasse a interrogarsi veramente 
sull’etica di questo procedimento, la traduzione faceva parte della libera 
imitazione, “riscrivere gli autori antichi significava dunque integrarli, correggerli e 
migliorarli, aggiornandoli al gusto del pubblico”
4
.  
A inizio Cinquecento, grazie alla diffusione dell’industria tipografica, sempre più 
persone vogliono leggere e vogliono farlo in volgare, di conseguenza aumenta il 
numero delle traduzioni e il problema di fondo non è più se sia lecito tradurre ma 
come si debba tradurre. In Italia l’argomento è affrontato in opere tra loro 
cronologicamente distanti (si veda la lettera sul tradurre di Ludovico Castelvetro a 
Gaspare Calori
5
, il Dialogo del modo de lo tradurre di Fausto da Longiano
6
, il 
Discorso del tradurre del Toscanella
7
) ed esercita una scarsa influenza sui 
contemporanei a differenza del dibattito innescato in Francia da Etienne Dolet
8
 e 
da Joachim du Bellay
9
. Castelvetro contrappone la propria scelta di tradurre ut 
interpres, “di parola in parola” e quindi più fedele e letterale, a quella, più diffusa, 
di coloro che all’epoca preferivano volgarizzare ut orator, “di sentenza in 
sentenza” e che erano attenti “ai sensa piuttosto che ai verba”
10
. Longiano 
individua cinque tipi di rapporto tra atto interpretativo e testo antico: metafrasi, 
parafrasi, compendio-epitome, ispianatione (commento), vera e propria 
                                                           
3
 Gabriele Bucchi, Meraviglioso diletto. La traduzione poetica del Cinquecento e le Metamorfosi 
d’Ovidio di Giovanni Andrea dell’Anguillara, Pisa, Edizioni ETS, 2011. 
4
 Bucchi, Meraviglioso diletto, op. cit., p.14. 
5
 Ludovico Castelvetro, “Lettera sul traslatare”, scritta nel 1543 ma pubblicata per la prima volta 
da A. Calogerà in Raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, XXXVII, Venezia, Simone Occhi, 1747, 
pp. 73-92. 
6
 Sebastiano Fausto da Longiano, Dialogo del modo de lo tradurre d’una in altra lingua segondo le 
regole mostrate da Cicerone, Venezia, Griffio, 1556. 
7
 Orazio Toscanella, Discorsi cinque di Oratio Toscanella (II. Per tradurre), Venezia, Pietro de’ 
Franceschi, 1575. 
8
 Etienne Dolet, La manière de bien traduire d’une langue en autre, d’advantage de la puntuaction 
de la langue françoise, plus des accents d’ycelle, Lyon, E. Dolet, 1540. 
9
 Joachim du Bellay, Deffence et illustration de la langue françoise, Paris, Arnoul L’Angelier, 1549. 
10
 Bucchi, Meraviglioso diletto, op. cit., p.25.

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Informazioni tesi

  Autore: Aurora Giribuola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Culture e letterature del mondo moderno
  Corso: Lettere
  Relatore: Silvia D'Amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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Parole chiave

italia
francia
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traduzioni
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