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Turismo esperienziale e pratica sportiva: una ricerca sul campo

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libertà, di evasione dalla necessità e dagli obblighi, un piacere e un mezzo di cambiamento. Inizialmente tale forma di turismo era preclusa sia alle categorie improduttive, per ragioni economiche, sia alla borghesia commerciale e industriale, mediante una barriera culturale, che inizia a cedere soltanto alla fine del XIX° secolo. L’evoluzione del turismo riflette soprattutto lo sviluppo dei mezzi di trasporto. Nel secolo scorso le scoperte scientifiche trasformano radicalmente le modalità e le possibilità di spostamento. Quello che nell’antichità dipendeva direttamente dalla forza dell’uomo o della natura (energia animale, correnti fluviali, forza e direzione dei venti) ora è legato al potere della tecnologia. Il rapido sviluppo del sistema ferroviario e la sua accessibilità alle classi meno agiate contribuiscono alla diffusione della vacanza. Lentamente il fenomeno inizia a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone, finché nel XX° secolo cambia forma e passa da essere un turismo d’élite ad essere un turismo di massa. Tuttavia, tale passaggio non sarebbe stato possibile senza alcune particolari condizioni socio-economiche, caratterizzanti quel preciso periodo storico. Oltre al rapido sviluppo tecnico-scientifico dei trasporti, vanno considerati anche aspetti quali l’aumento del grado di istruzione della popolazione, un miglioramento generale delle condizioni di vita, un aumento del reddito delle famiglie, l’accorciamento della settimana lavorativa ed il riconoscimento del diritto ad avere alcune settimane di vacanza all’anno (Maeran, Novello, 1991). La famiglia nucleare di ceto medio (genitori e due figli) diviene così il soggetto sociale protagonista della società dei consumi e del turismo ricreativo di massa degli anni ’60 (Maeran, 2004). Ben presto però, a partire dagli anni ’70, la motivazione tradizionale che vede la vacanza come un periodo di riposo dallo stress quotidiano viene gradualmente sostituita da un concetto di vacanza come periodo attivo in cui conoscere e sperimentare situazioni e luoghi nuovi e interessanti e comunicare con persone di altri paesi (Vanhove, 1989). Superata la fase del turismo di massa, l’esperienza turistica inizia ad assumere nuove forme. I modelli di vita e di consumo si evolvono e cominciano a farsi spazio nella vita delle persone nuovi bisogni, centrati sul sé. L’individualità diventa un valore da inseguire. Nella società post-industriale non è importante confondersi nella massa, piuttosto, è fondamentale riappropriarsi del proprio tempo libero. Dopo il processo di massificazione degli anni ’60-’70, si assiste ora ad una sempre maggiore globalizzazione ed internazionalizzazione della domanda turistica, cui si associa una progressiva diversificazione del mercato, che risente dell’influenza della diffusione di nuovi valori sociali; in particolare del crescente interesse per l’ambiente e del diverso modo in cui viene percepito il rapporto tra lavoro e tempo libero: “si lavora per potersi permettere il divertimento” (Costa, Rispoli, 1992). 6
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Turismo esperienziale e pratica sportiva: una ricerca sul campo

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Di Girolamo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Roberta Maeran
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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