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Uccidere e lasciar morire

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Anteprima della tesi: Uccidere e lasciar morire, Pagina 8
La distinzione moralmente irrilevante tra uccidere e lasciar morire 
12 
 
Tuttavia, molti filosofi degli ultimi anni hanno sostenuto che valori diversi dalla 
felicità hanno valore di per se stessi: tra questi valori intrinseci alcuni citano l’amicizia, 
la conoscenza, la salute e la bellezza, mentre altri fanno riferimento all’autonomia 
personale, alla realizzazione di sé e al successo, all’intelligenza, alla gioia e alle 
relazioni personali profonde. 
 Nonostante i possibili disaccordi a riguardo, questi utilitaristi concordano che il 
bene massimo dovrebbe venir valutato in termini del valore intrinseco totale prodotto da 
un’azione. Tuttavia, altri utilitaristi affermano che il concetto di utilità non vada riferito 
a beni intrinseci, ma a preferenze personali. 
Sebbene per tutti gli utilitaristi il principio di utilità è il metro fondamentale per 
giudicare la giustezza o l’erroneità morali, per quanto concerne la portata 
dell’applicazione di questo stesso principio è sorta la controversia se esso riguardi atti 
particolari in circostanze particolari o se riguardi invece le regole generali che 
determinano quali atti siano giusti o sbagliati. Mentre l’utilitarista della regola prende in 
considerazione le conseguenze risultanti dall’adozione di regole, l’utilitarista dell’atto 
giustifica le azioni richiamandosi direttamente al principio di utilità, saltando dunque il 
livello delle regole
7
. 
 L’utilitarista dell’atto chiede “quali conseguenze buone e quali conseguenze 
cattive” risulteranno da questa azione in queste circostanze?”, e non “quali conseguenze 
buone e quali conseguenze cattive risulteranno da azioni di questo tipo in circostanze di 
questo tipo?”. L’utilitarista dell’atto ritiene dunque che le regole morali siano in qualche 
modo utili nel guidare le azioni umane, ma che siano  anche da abbandonarsi in un 
contesto particolare quando esse non promuovono l’utilità. Al contrario, per l’utilitarista 
della regola, la conformità di un atto a una regola giustificata dall’utilità lo rende giusto 
e quindi la regola non è da abbandonarsi in un contesto particolare anche se seguirla in 
quel contesto non produce la massima utilità. 
 Alcuni utilitaristi dell’atto sostengono che gli utilitaristi della regola non siano 
fedeli al requisito fondamentale del principio di utilità, ovvero massimizzare il valore. 
Essi sostengono che in alcune circostanze conformarsi ad una regola generalmente 
benefica non si dimostrerà, neanche a lungo andare, massimamente benefico per la 
persona interessata dall’azione. 
                                                 
7
 Ivi, p. 61.

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Uccidere e lasciar morire

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Sodano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Antonio Da Re
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

FAQ

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Parole chiave

eutanasia
bioetica
filosofia morale
uccidere e lasciar morire
dottrina del duplice effetto

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