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Valutazione inclusiva

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Anteprima della tesi: Valutazione inclusiva, Pagina 6
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infatti, avere un alto livello di conoscenza di contenuti culturali per essere un buon 
insegnante: l’abilità di un docente riguarda anche il come insegnarli e questo dipende da 
differenti fattori, quali il livello scolastico, l’età degli allievi, le situazioni che nel 
concreto vengono a verificarsi. Per molto tempo si è ritenuto che il successo scolastico 
dipendesse, quasi esclusivamente, dalle capacità dell’allievo; in seguito si è dimostrato 
che l’insegnamento non è efficace di per sé, ma lo diventa soltanto se lo studente 
apprende in maniera significativa e questo è possibile solo se vi è una buona azione 
didattica. Per poter mettere in pratica delle strategie didattiche idonee e pertinenti, 
l’insegnante non deve prescindere dalla conoscenza della materia da insegnare, dei fini 
da raggiungere, degli aspetti psico-sociali dell’alunno, del metodo didattico e delle 
metodologie più idonee alla situazione che si presenta.                                                        
Il primo pedagogista a parlare di didattica fu Comenio affermando che, per rendere la 
scuola adatta al suo compito, bisognava un’arte dell’insegnamento valida per insegnare 
tutto a tutti nel modo più breve e piacevole possibile nel rispetto dei diversi interessi e 
delle varie fasi di età (Avalle, Maranzana, 1997).                                                                
Novità nel campo della didattica possono essere ricondotte al pedagogista Rousseau, il 
quale sosteneva che il discente doveva essere lasciato libero di sperimentare, rispettando 
le fasi dello sviluppo biologico intervenendo il meno possibile, in quanto l’intervento 
dell’adulto potrebbe sovrapporsi alle effettive esigenze fisiche e psicologiche del 
bambino. Rousseau può, infatti, essere considerato come uno dei padri dell’attivismo 
pedagogico; era convinto, infatti, che l’apprendimento consiste nell’imparare facendo: 
gli alunni devono arrivare a comprendere i propri limiti in maniera naturale, riflettendo 
sulle conseguenze delle proprie azioni (Avalle, Maranzana, 1997).                                     
Sulla stessa linea di Rousseau, si colloca il pedagogista Pestalozzi. Questi ritiene che 
l’educazione è un processo che deve seguire la natura umana in virtù della quale l’uomo 
è buono e va assistito nel suo processo di sviluppo. Pestalozzi sostiene inoltre che nel 
processo di insegnamento è necessario partire sempre dall’intuizione, dal contatto 
diretto con le cose nel proprio ambiente, affinché si realizzi un apprendimento efficace 
per giungere alla conoscenza dell’umanità e del mondo circostante (Cambi, 2003).           
Un’importante svolta si ebbe nella prima metà del Novecento con l’Attivismo 
pedagogico. Questo movimento ha avuto un forte influsso nelle pratiche quotidiane 
dell’educazione, soprattutto a scuola, apportando una rivoluzione nel campo della

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Vento
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Pedagogia
  Relatore: Maria Gioia Pierotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

FAQ

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disabilità
bisogni educativi speciali
valutazione
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capacità
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vygotskij
ruolo della scuola
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