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Virtual set. Percorsi fra teatro e tecnologie

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Anteprima della tesi: Virtual set. Percorsi fra teatro e tecnologie, Pagina 4
Nel terzo capitolo abbiamo affrontato l’interazione tra tecnologie e regia, e il declino 
della figura del regista demiurgo e autorevole a favore di una comunità creatrice, di un autore 
collettivo. L’utilizzo di nuovi strumenti e del digitale richiede una competenza specifica del 
mezzo, che non si esaurisce nel sapere tecnico, ma che deve integrarsi ad una poetica 
comunitaria e condivisa. Anche qui, il gruppo videoartistico italiano Studio Azzurro
4
 è stato 
utile per vedere concretamente come lavorano i nuovi artisti contemporanei.
Nel quarto capitolo si è preso in esame il ruolo e lo statuto dell’attore
5
. Quest’ultimo, 
probabilmente, è il primo a trovarsi spaesato poiché deve cambiare tutti i suoi sistemi 
percettivi per entrare in relazione con l’ambiente. Non soltanto egli non è più al centro della 
scena, ma spesso deve impiegare la sua immaginazione per entrare in relazioni con elementi 
digitali non presenti materialmente sul palcoscenico o sul set, ma riprodotti in video. Infine, 
l’attore è diventato anche un corpo-materia che entra in relazione con altri elementi, e che 
trova la sua drammaturgia dei gesti proprio nella relazione con la tecnologia. Per questo 
abbiamo sondato due strade: il corpo digitale dell’attore, dove ogni sua parte, corporale e 
mentale, è intesa come una presa di coscienza della propria corporeità, delle tensioni e forze 
esterne e interne e della sua capacità metamorfica grazie alle tecnologie e al digitale. 
Dall’altra un attore che, all’interno di un teatro digitale, ha ancora una forte presenza scenica, 
ricopre un ruolo ben preciso nella creazione dell’opera e ha qualcosa da dire al suo pubblico.
Infine, abbiamo cercato di ripensare tutte queste interazioni guardandole però dal punto 
di vista della platea, del pubblico. Anche lo spett-attore, nel teatro digitale, si trova spaesato. I 
suoi riferimenti percettivi sono caduti, o semplicemente cambiati e deve ricostruire una sua 
identità e un suo ruolo. Lo spettatore assume grande importanza nell’era digitale perché è 
l’ultimo elemento di una catena creativa e l’unico che, con il suo gesto, o il suo pensiero, può 
cercare di dare senso a ciò che accade in scena. Egli passa da testimone e giudice a 
protagonista dell’evento. Per questo si parlerà di spett-attore, cioè di uno spettatore al 
massimo grado della sua attività. 
Con questo percorso tracciato, non solamente si vuole cercare di proseguire quell’analisi 
sulle forme espresse da questa nuova scena che, da tempo, sta cercando di definirne sempre 
meglio i contorni, ma si cerca anche di evidenziare la funzione positiva che la tecnologia ha 
avuto, ha e può avere: se usata con buonsenso e oculatezza, essa può diventare un nuovo 
linguaggio vicino alle sensibilità quotidiane e può continuare a costruire una nuova società 
4
 Cfr. D. De Gaetano (a cura di), Mutazioni elettroniche. Le immagini di Studio Azzurro, Torino, Lindau, 1995.
5
 Cfr. P. Pavis, L’analisi degli spetacoli, Torino, Lindau, 2008.
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Informazioni tesi

  Autore: Caterina Mancinelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Enrico Pitozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

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