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Welfare Aziendale e Contrattazione di Secondo Livello. Il caso delle aziende milanesi del terziario

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una forte segmentazione in termini di presenza o assenza di welfare nelle aziende italiane. 
Molte sono le variabili che favoriscono o inibiscono l’esistenza di servizi di questo tipo 
all’interno delle imprese della nostra penisola.  
Pavolini et al. (2013), dopo l’analisi di quattro diverse banche dati che cercavano di 
fotografare la situazione italiana ed europea circa i servizi erogati dalle aziende ai lavoratori, 
sono giunti alla conclusione che la diffusione del welfare nelle aziende italiane è 
estremamente frammentata. Tale situazione, nonostante si presenti all’interno di un contesto 
che ha visto un aumento delle erogazioni e un coinvolgimento sempre più elevato di 
lavoratori, evidenzia “alcune problematiche che riflettono quelle più generali del sistema di 
welfare italiano e del funzionamento del mercato del lavoro […]” (Pavolini et al., 2013, p. 189).  
Due sono i grandi dualismi che caratterizzano la situazione italiana: quello esistente fra 
insider e outsider rispetto al mercato del lavoro e all’accesso al sistema di welfare, e quello 
presente su base territoriale fra Centro-Nord e Sud del paese.  
Per quanto riguarda il primo punto il tipo di contratto è la condizione che determina la 
possibilità di usufruire o meno delle prestazioni offerte dall’azienda. Pavolini et al. (2013) 
affermano che:  
“Il welfare occupazionale, coprendo soprattutto il lavoratore tradizionale con 
contratto a tempo indeterminato, in realtà rafforza ancora di più il dualismo fra insider 
e outsider. Nessuna delle prestazioni analizzate copre in almeno la metà delle aziende 
anche i lavoratori con contratto a tempo determinato. Inoltre […] i lavoratori usciti 
dall’azienda – sia nel caso di licenziamento che di pensionamento – spesso perdono 
l’accesso a tali prestazioni” (Pavolini et al., 2013, p. 189).  
Ne deriva che anche l’età si inserisce come un elemento da considerare, poiché sono per 
lo più i giovani ad essere assunti con contratti atipici. Perciò, a causa del loro fragile 
inserimento nel mercato del lavoro, i giovani hanno meno accesso agli interventi di welfare 
rispetto ai lavoratori più anziani. 
Per quanto riguarda, invece, il secondo punto, come conseguenza della diversa 
configurazione della struttura produttiva, del diverso funzionamento del mercato del lavoro e 
delle diverse caratteristiche del settore pubblico, che vi sono tra Centro-Nord e Sud, anche la 
diffusione del welfare aziendale non è omogenea tra le due zone.

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Scapin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Analisi dei Processi Sociali
  Relatore: Giovanna Fullin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

FAQ

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Parole chiave

sindacato
negoziazione
welfare state
relazioni industriali
contrattazione di secondo livello
welfare aziendale
contratti integrativi aziendali
conciliazione tempi di vita e di lavoro
welfare territoriale
welfare occupazionale

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