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Welfare Aziendale e Contrattazione di Secondo Livello. Il caso delle aziende milanesi del terziario

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Per concludere, vi è da sottolineare che, a complicare ulteriormente il quadro, oltre alla 
frammentarietà relativa alla quantità di prestazioni che le aziende erogano, estremamente 
ampia è la forbice relativa anche agli importi medi pro capite versati dalle aziende. Per 
esempio, rispetto alle pensioni complementari il 72% delle aziende versa al massimo 24 euro 
a lavoratore, mentre il 18,4% ne offre oltre 200. Discorso analogo per i fondi sanitari, con un 
terzo delle imprese che versa meno di 24 euro e un altro terzo che ne versa oltre 200 (Pavolini 
et al., 2013).  
 
 
3.2. Il welfare aziendale in numeri 
 
Stando anche a quanto già riportato nel paragrafo precedente, come si è visto, nonostante 
un quadro generale piuttosto diversificato e frammentato, tra gli studiosi vi è accordo sul fatto 
che in Italia il welfare aziendale continua a crescere di anno in anno. In un qualsiasi articolo, 
rapporto o documento che affronta l’argomento se ne può trovare la conferma. Se a questa 
medesima conclusione generale, così come al relativo scenario che ne deriva, giungono 
all’unanimità tutti gli studi, la questione si complica se si cerca di entrare nel dettaglio 
numerico dei risultati a cui le varie ricerche approdano. Gli stessi dataset utilizzati da Pavolini 
et al. (2013), per giungere alle considerazioni riportate più sopra nel testo, presentano in 
termini di dati numerici valori a volte diversi tra di loro e, in alcuni casi, addirittura 
incongruenti in certi punti. Perciò, se dal confronto di diverse indagini si giunge a conclusioni 
e rappresentazioni della situazione generale piuttosto corrispondenti, molte, invece, sono le 
divergenze riscontrabili tra una ricerca e l’altra in merito, ad esempio, alla quota precisa di 
aziende italiane all’interno delle quali vi sono prestazioni di welfare aziendale, oppure a 
proposito delle percentuali puntuali relative a quanti e a quali benefit le imprese offrono, a 
quali sono i servizi più frequenti e a quali quelli più rari, a qual è il loro valore monetario. 
D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, data la complessità del campo e date le molteplici 
variabili in gioco che possono influenzare le conclusioni a cui si può giungere.  
Innanzitutto, si pensi alla costruzione del campione da analizzare: non tutte le aziende 
sono uguali. Abbiamo già esplicitato nello scorso paragrafo quante sono le variabili che 
favoriscono o inibiscono il welfare in un’impresa. La grandezza, il settore produttivo, la

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Scapin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Analisi dei Processi Sociali
  Relatore: Giovanna Fullin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

FAQ

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sindacato
negoziazione
welfare state
relazioni industriali
contrattazione di secondo livello
welfare aziendale
contratti integrativi aziendali
conciliazione tempi di vita e di lavoro
welfare territoriale
welfare occupazionale

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