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Welfare Aziendale e Contrattazione di Secondo Livello. Il caso delle aziende milanesi del terziario

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locazione e le caratteristiche della popolazione aziendale sono variabili più che sufficienti 
affinché i risultati di due ricerche che trattano tali proprietà in maniera diversa giungano a 
risultati sulle stesse materie anche molto distanti tra loro. A ciò si aggiunge la soggettività dei 
ricercatori nella definizione degli oggetti che stanno analizzando e, quindi, della scelta di che 
cosa considerare e di come considerarlo. Basti pensare, ad esempio, alla sanità integrativa 
come servizio di welfare aziendale. Essa può provenire dalla possibilità data al lavoratore di 
convertire il PdR in contributi sanitari o dalla predisposizione dell’azienda di un portafoglio 
welfare che concede la medesima possibilità all’occupato, ma può derivare anche da 
contributi aggiuntivi a carico dell’azienda o da assicurazioni o fondi di assistenza sanitaria 
aggiuntivi. Quali modalità conteggiare come welfare aziendale? Tutte o soltanto alcune? Vi 
sono poi fondi chiusi di categoria, ma anche fondi aperti o fondi aziendali di secondo livello o, 
ancora, polizze sanitarie aziendali. Che cosa inserire nell’analisi? Segue la questione sulla 
provenienza di tali servizi di assistenza sanitaria integrativa. In certi settori possono essere 
previsti dal CCNL, in altri solo dal contratto integrativo aziendale, ma a volte sono istituiti da 
un regolamento interno o da scelte unilaterali dell’azienda. Su quali, tra questi istituti, 
soffermarsi? Ancora, i beneficiari possono essere tutti i lavoratori dell’impresa, i lavoratori e 
anche i loro familiari, oppure soltanto alcune categorie di lavoratori. Insomma, le variabili in 
gioco, da un lato, sono molte, dall’altro, sono rilevabili e trattabili in più modi. Non meno 
importante, infatti, anche il come raccogliere questi dati. Analizzando i contratti delle aziende 
o intervistando i dirigenti e i lavoratori? 
Da quanto premesso è evidente la difficoltà nell’arrivare ad avere dei dati in termini 
numerici sull’attuale condizione italiana, anche perché, a tutte queste possibili 
“problematiche”, si aggiunge la precarietà di un risultato che è continuamente soggetto ad 
un’incessante e rapida evoluzione.  
Tra le tante ricerche e i tanti studi che affrontano la questione del welfare aziendale in 
termini numerici, per poter presentare una panoramica generale sulla situazione italiana 
abbiamo voluto concentrarci su due Rapporti, che raccolgono e analizzano i dati in modo 
simile tra loro. I due studi, inoltre, potranno in seguito esserci utili anche per quella che sarà 
la nostra ricerca sul campo. 
Il primo rapporto è il V Rapporto ADAPT sulla contrattazione collettiva in Italia nell’anno 
2018 (“La Contrattazione Collettiva in Italia”, 2019). Il titolo è, in parte, fuorviante, poiché,

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Scapin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Analisi dei Processi Sociali
  Relatore: Giovanna Fullin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

FAQ

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Parole chiave

sindacato
negoziazione
welfare state
relazioni industriali
contrattazione di secondo livello
welfare aziendale
contratti integrativi aziendali
conciliazione tempi di vita e di lavoro
welfare territoriale
welfare occupazionale

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