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Welfare Aziendale e Contrattazione di Secondo Livello. Il caso delle aziende milanesi del terziario

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Anteprima della tesi: Welfare Aziendale e Contrattazione di Secondo Livello. Il caso delle aziende milanesi del terziario, Pagina 9
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decisamente più basso rispetto a quello presentato da ADAPT. Tuttavia, si ricorda che i 
contratti utilizzati dalla Cgil sono più vecchi e alcuni sono datati 2015, dunque prima che la 
Legge di Stabilità del 2016 rendesse conveniente la conversione dei premi in welfare
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.  
Per poter osservare il rapido sviluppo negli anni del numero di contratti aziendali che 
prevedono premi di risultato convertibili in welfare, possono essere utili le rilevazioni 
effettuate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla documentazione di secondo 
livello delle aziende italiane. A luglio 2016 gli accordi che prevedevano al loro interno elementi 
di welfare erano il 17%. A novembre 2017 la percentuale era salita al 33% circa e un anno 
dopo, a novembre 2018, toccava il 46%. Il dato più recente, datato 18 marzo 2019, ci racconta 
che nel 51% dei contratti di secondo livello si possono trovare istituti di welfare aziendale 
(Santoni, 2019).  
I principali servizi contenuti nei contratti analizzati da ADAPT hanno a che fare con: buoni 
pasto (20% dei contratti), previdenza complementare (16% dei contratti), assistenza sanitaria 
integrativa (15% dei contratti), convenzioni varie (10% dei contratti), asili nido (4% dei 
contratti) e borse di studio per i figli (3% dei contratti). Simile l’ordine dei principali benefit 
rilevati nell’analisi della Cgil, ma valori chiaramente più bassi: buoni pasto/mense aziendali 
(15,3% dei contratti), previdenza complementare (8,1% dei contratti), assistenza sanitaria 
integrativa (7,9% dei contratti), istruzione e servizi educativi (5,4% dei contratti), trasporti 
collettivi e individuali (5,1% dei contratti). Tra gli ulteriori servizi concordati nel 2018 ADAPT 
segnala anche la possibilità dell’acquisto di prodotti aziendali a prezzi agevolati e la 
sottoscrizione di convenzioni con società esterne che offrono sconti ai lavoratori. Rare, invece, 
le aziende che concedono prestiti vantaggiosi ai propri dipendenti. 
Una delle materie più contrattate nei vari accordi è l’orario di lavoro. Molti sono gli 
elementi relativi alla conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro presenti nei contratti. 
Nell’indagine svolta dalla Cgil l’orario di lavoro è presente nel 35,5% dei contratti, risultando, 
dopo il trattamento economico (63,7%) e le relazioni e i diritti sindacali (53,4%), il terzo tema 
più trattato. 
                                                      
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 Si rinvia al paragrafo 2.4. per gli approfondimenti relativi alla welfarizzazione del premio di risultato e ai 
benefici fiscali per aziende e lavoratori che la Legge di Stabilità del 2016 ha comportato.

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Scapin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Analisi dei Processi Sociali
  Relatore: Giovanna Fullin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

FAQ

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Parole chiave

sindacato
negoziazione
welfare state
relazioni industriali
contrattazione di secondo livello
welfare aziendale
contratti integrativi aziendali
conciliazione tempi di vita e di lavoro
welfare territoriale
welfare occupazionale

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