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La malattia mentale: un approfondimento sulla schizofrenia

Informazioni tesi

  Autore: Serena Paladini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi del Salento
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Paola Angelelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Nel presente lavoro si intende trattare un approfondimento analitico su un disturbo mentale, la schizofrenia.
Tratti comuni dei soggetti interessati da tale patologia sono capacità razionali incoerenti, difficoltà nel distinguere il reale dall’irreale, incapacità nella gestione delle emozioni, perdita della percezione di sé e degli altri individui del proprio ecosistema sociale. Partendo nell’analisi da una base nosografica fortemente clinica, l’argomento proseguirà la propria articolazione seguendo un punto di vista neurobiologico, volendo studiare e declinare le cause organiche partecipi nel disturbo mentale, così da approdare all’odierno trattamento neurolettico della patologia.
Cercheremo, analizzando le numerose ricerche sul fenomeno, di chiarire se il manifestarsi della schizofrenia possa avere delle cause genetiche, e come gli aspetti neurobiologici possano influenzarne gli elementi distintivi e il decorso.
La schizofrenia può essere descritta come una disfunzione arcaica, per la quale denominazione odierna dobbiamo ringraziare il contributo di Eugen Bleuler (1911). L’insorgere del disturbo si attesta solitamente intorno ai 18-25 anni per gli individui maschili, qualche anno più tardi per quelli femminili, interferendo con il normale equilibrio del nucleo familiare che, scosso dai comportamenti insoliti e singolari del soggetto affetto, inizialmente confonderà tali atteggiamenti per espressioni di una sua individualità. Solo in seguito si realizzerà l’anormalità della condizione sociale del soggetto, approdando finalmente alla decisione di consultare un professionista, lo psichiatra.
E’ fondamentale che la famiglia approfondisca la propria conoscenza sulla patologia, assumendo il fondamentale impegno di comprendere e sostenere il proprio componente intaccato dal disturbo (Arieti, 1981).
Nel primo capitolo la tesi avvierà la propria indagine dalla genesi della patologia, per poi delinearne la sintomatologia, i criteri diagnostici, la classificazione dei vari tipi di schizofrenia, insorgenza e decorso.
Proseguiremo nel secondo capitolo analizzando i vari disturbi e anomalie dei soggetti coinvolti: come deficit dell’attenzione, delle funzioni, del movimento, del comportamento, dell’ eloquio e della memoria, individuando un possibile collegamento con le basi neurali del disturbo.

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  Autore: Serena Paladini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi del Salento
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  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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5 INTRODUZIONE Nel presente lavoro si intende trattare un approfondimento analitico su un disturbo mentale, la schizofrenia. Tratti comuni dei soggetti interessati da tale patologia sono capacità razionali incoerenti, difficoltà nel distinguere il reale dall’irreale, incapacità nella gestione delle emozioni, perdita della percezione di sé e degli altri individui del proprio ecosistema sociale. Partendo nell’analisi da una base nosografica fortemente clinica, l’argomento proseguirà la propria articolazione seguendo un punto di vista neurobiologico, volendo studiare e declinare le cause organiche partecipi nel disturbo mentale, così da approdare all’odierno trattamento neurolettico della patologia. Cercheremo, analizzando le numerose ricerche sul fenomeno, di chiarire se il manifestarsi della schizofrenia possa avere delle cause genetiche, e come gli aspetti neurobiologici possano influenzarne gli elementi distintivi e il decorso. La schizofrenia può essere descritta come una disfunzione arcaica, per la quale denominazione odierna dobbiamo ringraziare il contributo di Eugen Bleuler (1911). L’insorgere del disturbo si attesta solitamente intorno ai 18-25 anni per gli individui maschili, qualche anno più tardi per quelli femminili, interferendo con il normale equilibrio del nucleo familiare che, scosso dai comportamenti insoliti e singolari del soggetto affetto, inizialmente confonderà tali atteggiamenti per espressioni di una sua individualità. Solo in seguito si realizzerà l’anormalità della condizione sociale del soggetto, approdando finalmente alla decisione di consultare un professionista, lo psichiatra. E’ fondamentale che la famiglia approfondisca la propria conoscenza sulla patologia, assumendo il fondamentale impegno di comprendere e sostenere il proprio componente intaccato dal disturbo (Arieti, 1981). Nel primo capitolo la tesi avvierà la propria indagine dalla genesi della patologia, per poi delinearne la sintomatologia, i criteri diagnostici, la classificazione dei vari tipi di schizofrenia, insorgenza e decorso. Proseguiremo nel secondo capitolo analizzando i vari disturbi e anomalie dei soggetti coinvolti: come deficit dell’attenzione, delle funzioni, del movimento, del comportamento, dell’ eloquio e della memoria, individuando un possibile collegamento con le basi neurali del disturbo. Il terzo capitolo si dedicherà all’eziologia della schizofrenia, i fattori genetici e ambientali, per poi spostarsi sulle cause organiche studiate dai ricercatori.

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