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Neuropsicoanalisi e Memoria

Informazioni tesi

  Autore: Pietro Princi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Quattropani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

Il lavoro presentato nasce dalla necessità di considerare, allo stato attuale della ricerca scientifica sul comportamento umano, una nuova area di interesse che, non senza difficoltà, cerca un comune terreno di incontro, “un confronto senza incorporazione”, uno scambio di conoscenze tra due discipline, neuroscienze e psicoanalisi, tradizionalmente riconosciute diverse tanto nella metodologia quanto nell’oggetto di indagine.
La neuropsicanalisi nasce, potremmo dire, come logica conseguenza dell’avanzamento delle scienze neurologiche, neurofisiologiche, neuropsicologiche, psicologiche sperimentali e parallelamente, nasce grazie alla formazione di una nuova generazione di psicoanalisti più aperti rispetto ai loro predecessori ad accettare il confronto con altre discipline. Questo movimento intende promuovere il dialogo tra neurobiologia e psicoanalisi, un movimento che non ha come obbiettivo principale quello di dimostrare che Freud avesse ragione o torto, quanto far emergere dati sperimentali capaci di ampliare concetti psicoanalitici di base, dare loro una consistenza anatomo-funzionale e, d’altra parte, ampliare il terreno di indagine delle neuroscienze cognitive, nel tentativo comune di descrivere un soddisfacente modello della mente.
Questo lavoro ha come obbiettivo fondamentale quello di presentare brevemente la metodologia e neuropsicoanalisi allo studio dei meccanismi della memoria in una prospettiva comparata.
Nel primo capitolo, è descritto un resoconto storico che parte dalle prime esperienze di Freud nel campo della neurologia - il suo forte interesse per il metodo clinico anatomico e lo studio delle funzioni mentali - per poi proseguire con la nascita della neurologia comportamentale e il successivo sviluppo della neuropsicologia che definisce in modo chiaro il taglio con le posizioni espresse dal localizzazionismo ristretto; infine, sono presentate le linee fondamentali del movimento neuropsicoanalitico attuale e le aree di maggior interesse su cui si vuole lavorare in prospettiva futura.
Il secondo capitolo, presenta una sintesi sulle strutture del Sistema Nervoso Centrale che possono interessare dal punto di vista neurobiologico gli aspetti normali e patologici della memoria descritti nel capitolo successivo, quindi il neurone e la comunicazione neuronale, il sistema limbico, le caratteristiche della corteccia cerebrale e le unità funzionali fondamentali. Nella seconda parte del capitolo, è introdotto il tema della memoria all’interno della psicologia, considerando brevemente i primi studi in campo sperimentale di Ebbinghaus (1880), i modelli bicomponenziali di Atkinson e Shiffrin (1971) e infine le teorie più moderne che oltre a considerare l’esistenza di “sistemi multicomponenziali” per descrivere la memoria, mettono in evidenza il suo carattere dinamico e ricostruttivo e provocano la crisi di concetti come “magazzino di memoria” o di ricordi che si conservano immutabili nel tempo.
Infine, nel terzo capitolo, viene considerata la memoria nel contesto della psicoanalisi. La memoria rimanda al tema dei ricordi infantili rimossi e al tema dell’inconscio, il sogno e la sua interpretazione; essa costituisce il terreno su cui lavorare per risanare l’esistenza del paziente, la memoria e il processo ricostruttivo legato, infine, sono il fondamento stesso della terapia. In seguito sono esaminate alcune parti fondamentali concernenti la letteratura psicoanalitica e come queste siano state intese dagli autori più moderni che sostengono il punto di vista neuropsicoanalitico; è, inoltre, descritta l’analogia tra inconscio freudiano e memoria implicita, la tendenza ricostruttiva della memoria autobiografica in rapporto alle esperienze affettive e l’attribuzione di senso al proprio passato e l’importanza di studiare, attraverso metodi alternativi, la memoria implicita. Infine, il legame dal punto di vista neurobiologico tra processi di memoria implicita e il comportamento cosciente, e gli studi di neuropsicologia della memoria su cui si sta soffermando la ricerca attuale con il metodo neuro-psicoanalitico.

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  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
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8 1.2 Sviluppi della neurologia comportamentale Il problema della relazione tra mente e corpo ha occupato la riflessione di pensatori e studiosi di ogni tempo, vedendo di volta in volta l’alternarsi di concezioni monistiche, per cui la mente è considerata un prodotto dell’attività cerebrale, e concezioni dualistiche, in cui mente e cervello sono due dimensioni separate. L’evoluzione del pensiero scientifico attuale in tema di localizzazione delle funzioni mentali, ha seguito un lungo percorso; trascurando le prime speculazioni filosofiche, nel XIX secolo le teorie localizzazionistiche, come quella proposta da Franz Joseph Gall (1758-1828), si sono alternate a teorie che, in seguito a studi di lesione su soggetti animali, sostenevano l’ equipotenzialismo fra le diverse regioni del cervello; l’analisi del celebre P. Gage, un ragazzo che subì, in seguito ad un incidente, una estesa lesione al lobo frontale, manifestando pesanti anomalie comportamentali e una relativa assenza di disturbi cognitivi, si presentò poi come l’occasione per evidenziare la scarsa affidabilità delle tesi localizzazionistiche (Solms, 2000). Saranno necessari gli studi di Paul Broca (1824-1880) su un’area della circonvoluzione frontale di sinistra, per fornire una prova che una funzione cognitiva, la produzione del linguaggio articolato, avesse una localizzazione cerebrale; come anche le ricerche di Brodman (1868-1918) che, applicando la colorazione di Nissl, descrisse 47 aree cerebrali differenti per tipi di cellule, densità e tipo di lamine; oppure, gli studi di Jackson (1835-1911) che, sul percorso creato da Broca, confermò le scoperte sul linguaggio e iniziò lo sviluppo di metodi nuovi per lo studio delle funzioni cerebrali localizzate; e infine, quelli di Wernicke (1848-1905) che integrò le osservazioni sull’ area di Broca, fondamentale per gli aspetti di produzione e articolazione del linguaggio, con nuove scoperte, tra cui la relazione tra l’afasia sensoriale e la lesione di un’area della circonvoluzione temporale superiore di sinistra. Grazie al contributo di questi studiosi, le ricerche future di neurologia clinica da

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Parole chiave

psicologia clinica
memoria
neuroscience
neuropsicoanalisi
funzioni mentali
pscicoanalisi

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