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''Il cosmo di sala operatoria'', L'infermiere strumentista secondo il paradigma di Parsons e descrittori di Dublino 'mito o realtà?'

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Giaquinto
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
  Facoltà: Scienze Infermieristiche
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Giuseppe Falanga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

Non essendo presenti nell'attuale panorama infermieristico modelli capaci di spiegare l'azione sociale, e quindi, la complessità della sala operatoria, mi propongo di creare un parallelismo tra il modello sociale ideato da Parsons, il quale traduce i fenomeni sociali e la legittimazione delle società, e le sfere di interazione tecnico, etiche e sociali caratterizzanti il campo d'azione dell'infermiere strumentista. Talcott Parsons, definisce il sistema sociale come un insieme di soggetti singoli, o per meglio dire individuali, che interagiscono perennemente tra di loro finendo per influenzarsi vicendevolmente così proprio come avviene nel contesto della sala operatoria. É evidente infatti come quest'ultima costituisca in realtà un sistema vigente su una fitta rete di rapporti sociali; l'insieme di strutture, o per meglio dire istituzioni, in perpetua interazione fra loro quali l' infermiere strumentista, il chirurgo, l'anestesista, l'infermiere di sala operatoria, si collocano pertanto come pianeti in un grande universo che, rispondendo a funzioni diverse in un continuo processo di adattamento, cercano di assicurare l'equilibrio e l'ordine necessario intorno ad un centro di gravità comune costituito dal paziente. Da qui la nascita di una norma universale, che si riconosce nell'obiettivo dell'azione di ogni professionista facente parte dell'equipe chirurgica e che permette non solo la sopravvivenza del sistema, ma gli conferisce anche senso, compattezza, costanza e stabilità in ogni istante: il bene del paziente. In quest'ottica l'infermiere strumentista di sala operatoria grazie alle sue competenze può aiutare la persona ad affrontare la malattia, la salute e le varie fasi della vita. L'infermieristica acquisisce dunque, gli attributi ritenuti più importanti per assurgere definitivamente al ruolo di professione: il possesso di una base di conoscenze scientifiche e tecniche ed il perseguimento di un interesse di natura collettiva (grundnorm). É cosi che a partire dal modello sociologico dello struttural-funzionalismo si passa ad un modello struttural-care-funzionalista, cioè un modello che pone la cura dell'altro al centro tra struttura e funzione e che così facendo, ci permetterà di proiettarci in una nuova visione della sala operatoria.

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  Autore: Giuseppe Giaquinto
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
  Facoltà: Scienze Infermieristiche
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Giuseppe Falanga
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

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1 Abstract Non essendo presenti nell’attuale panorama infermieristico modelli capaci di spiegare l’azione sociale, e quindi, la complessità della sala operatoria, mi propongo di creare un parallelismo tra il modello sociale ideato da Parsons, il quale traduce i fenomeni sociali e la legittimazione delle società, e le sfere di interazione tecnico, etiche e sociali caratterizzanti il campo d’azione dell’infermiere strumentista. Talcott Parsons, definisce il sistema sociale come un insieme di soggetti singoli, o per meglio dire individuali, che interagiscono perennemente tra di loro finendo per influenzarsi vicendevolmente così proprio come avviene nel contesto della sala operatoria. È evidente infatti, come quest’ultima costituisca in realtà un sistema vigente su una fitta rete di rapporti sociali; l’insieme di strutture, o per meglio dire istituzioni, in perpetua interazione fra loro quali l’infermiere strumentista, il chirurgo, l’anestesista, l’infermiere di sala operatoria, si collocano pertanto come pianeti in un grande universo che, rispondendo a funzioni diverse in un continuo processo di adattamento, cercano di assicurare l’equilibrio e l’ordine necessario intorno ad un centro di gravità comune costituito dal paziente. Da qui la nascita di una norma universale, che si riconosce nell’obbiettivo dell’azione di ogni professionista facente parte dell’équipe chirurgica e che permette non solo la sopravvivenza del sistema, ma gli conferisce anche senso, compattezza, costanza e stabilità in ogni istante: il bene del paziente. In quest’ottica l’infermiere strumentista di sala operatoria grazie alle sue competenze può aiutare la persona ad affrontare la malattia, la salute e le varie fasi della vita. L’infermieristica acquisisce dunque, gli attributi ritenuti più importanti per assurgere definitivamente al ruolo di professione: il possesso di una base di conoscenze scientifiche e tecniche e il perseguimento di un interesse di natura collettiva (grundnorm). È così che a partire dal modello sociologico dello struttural-funzionalismo si passa ad un modello struttural-care-funzionalista, cioè un modello che pone la cura dell’altro al centro tra struttura e funzione e che, così facendo, ci permetterà di proiettarci in una nuova visione della sala operatoria.

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