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La questione cipriota, tra Nazioni Unite e Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Federico Gili
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Barbara Curli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

Con il termine "questione cipriota" si intende in linea generale la serie di eventi che ha originato prima la Repubblica di Cipro nel 1960, poi l’odierna spartizione di Cipro nel 1974 in uno Stato greco-cipriota a sud riconosciuto a livello internazionale e uno Stato turco-cipriota a nord, riconosciuto dalla sola Turchia. Questo lavoro cerca di analizzare gli interventi politici, diplomatici ed economici da parte di grandi potenze e organizzazioni internazionali che, nella seconda metà del Novecento, hanno presentato una loro soluzione al problema. Seguendo questo prospetto, il primo capitolo si occupa di offrire una panoramica storica dell’isola, raccontando gli scontri tra potenza inglese colonizzatrice e popolazione cipriota colonizzata, gli scontri intercomunitari fra la maggioranza greco- cipriota e la minoranza turco-cipriota, la sua indipendenza politico-istituzionale con gli accordi di Zurigo e Londra (1959-1960). Il secondo capitolo si concentra sui disordini interni, a partire dal 1964, che portano alla crisi dello stato appena istituito, consentendo a Grecia e Turchia di influenzarne le decisioni politiche, fino all’invasione da parte della Turchia della zona settentrionale di Cipro. Il terzo capitolo analizza l’intervento delle Nazioni Unite dai primi anni ’60 ad oggi, attive attraverso la missione di peacekeeping denominata UNFICYP. Oltre a numerose risoluzioni adottate dal Consiglio di Sicurezza, trovò espressione il Piano Annan presentato nel 2002, dal Segretario Generale dell’organizzazione dell’epoca Kofi Annan, rimanendo caposaldo di riferimento dei successivi trattati. Il quarto capitolo tratta l’interesse dell’Unione Europea nella questione cipriota. A partire degli anni ’90, la comunità europea e internazionale ha svolto un ruolo importante nella definizione dello status di Cipro. Allineandosi e senza interferire sulle disposizioni e posizione delle Nazioni Unite, l’Unione Europea ha lavorato su fronti differenti: il primo su questioni di tipo sociale ed economiche riguardo il processo di adesione; il secondo su un tentativo di mediazione tra Cipro e Turchia, senza raggiungere gli esiti sperati. Difatti, da un lato la Repubblica di Cipro diventa membro ufficiale dell’Unione Europea nel 2004, dall’altro fallisce la riunificazione con la parte settentrionale, soprattutto a seguito dell’insuccesso del Piano Annan.

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  Autore: Federico Gili
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
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  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

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1 Introduzione Con il termine “questione cipriota” si intende in linea generale la serie di eventi che ha originato prima la Repubblica di Cipro nel 1960, poi l’odierna spartizione di Cipro nel 1974 in uno Stato greco-cipriota a sud riconosciuto a livello internazionale e uno Stato turco-cipriota a nord, riconosciuto dalla sola Turchia. Questo lavoro cerca di analizzare gli interventi politici, diplomatici ed economici da parte di grandi potenze e organizzazioni internazionali che, nella seconda metà del Novecento, hanno presentato una loro soluzione al problema. Seguendo questo prospetto, il primo capitolo si occupa di offrire una panoramica storica dell’isola, raccontando gli scontri tra potenza inglese colonizzatrice e popolazione cipriota colonizzata, gli scontri intercomunitari fra la maggioranza greco- cipriota e la minoranza turco-cipriota, la sua indipendenza politico-istituzionale con gli accordi di Zurigo e Londra (1959-1960). Il secondo capitolo si concentra sui disordini interni, a partire dal 1964, che portano alla crisi dello stato appena istituito, consentendo a Grecia e Turchia di influenzarne le decisioni politiche, fino all’invasione da parte della Turchia della zona settentrionale di Cipro. Il terzo capitolo analizza l’intervento delle Nazioni Unite dai primi anni ’60 ad oggi, attive attraverso la missione di peacekeeping denominata UNFICYP. Oltre a numerose risoluzioni adottate dal Consiglio di Sicurezza, trovò espressione il Piano Annan presentato nel 2002, dal Segretario Generale dell’organizzazione dell’epoca Kofi Annan, rimanendo caposaldo di riferimento dei successivi trattati. Il quarto capitolo tratta l’interesse dell’Unione Europea nella questione cipriota. A partire degli anni ’90, la comunità europea e internazionale ha svolto un ruolo importante nella definizione dello status di Cipro. Allineandosi e senza interferire sulle disposizioni e posizione delle Nazioni Unite, l’Unione Europea ha lavorato su fronti differenti: il primo su questioni di tipo sociale ed economiche riguardo il processo di adesione; il secondo su un tentativo di mediazione tra Cipro e Turchia, senza raggiungere gli esiti sperati. Difatti, da un lato la Repubblica di Cipro diventa membro ufficiale dell’Unione Europea nel 2004, dall’altro fallisce la riunificazione con la parte settentrionale, soprattutto a seguito dell’insuccesso del Piano Annan.

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