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Da Afrin a Jarabulus: l'occupazione dello Stato turco in Siria

Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Chevron
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche e Sociali
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Sandro Busso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Oggetto dell'elaborato è il ruolo della Turchia all'interno del conflitto siriano, in corso dal 2011.
Lo Stato turco si è schierato rapidamente con l'opposizione a Bashar al-Assad, fornendo assistenza militare e logistica ai disertori dell'esercito siriano e alle molteplici formazioni armate, formatesi con l'aggravarsi della crisi. La strategia turca è però mutata con il progredire del conflitto e con l'accentuarsi di alcune problematiche, che secondo la visione di Ankara ponevano una minaccia alla sicurezza nazionale del paese. A partire dal 2016 l'esercito turco ha condotto una serie di operazioni militari che l'hanno portato a occupare parte del nord della Siria, scontrandosi con le milizie curde e jihadiste lungo il proprio confine. Obiettivo di questa tesi è provare a rispondere ad alcune domande in merito alla legalità dell'intervento turco in Siria, qual è stata la ratio dietro le decisioni prese ad Ankara, la storia e l'origine degli attori alleati alla Turchia e l'ambiente in cui questi operano, domandandosi infine qual è il ruolo dello Stato turco nei territori occupati in merito alla loro amministrazione e ricostruzione.

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  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Torino
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  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Sandro Busso
  Lingua: Italiano
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1 Introduzione Da più di nove anni la Siria è sconvolta da un sanguinoso conflitto civile, scoppiato lungo la scia delle Primavere Arabe del 2011, con milioni di persone che si riunirono nelle piazze di Hama, Damasco, Aleppo, Daraa e diverse altre città siriane per chiedere le dimissioni del Presidente Bashar al-Assad e ampie riforme politiche. Gli slogan e le richieste invocate dai manifestanti coprirono un’ampia gamma di problematiche politiche e sociali, quali la revoca dello stato di emergenza in vigore dal 1963, la democratizzazione del paese, vaste riforme economiche, l’estensione dei diritti civili e della cittadinanza alla popolazione curda e una campagna anti- corruzione interna allo Stato. I vertici siriani reagirono aspramente alle proteste e le risposte date alle piazze furono proiettili e arresti di massa, con decine di migliaia di persone che vennero uccise, ferite o detenute. La spietata repressione ha accentuato la degenerazione del conflitto e ha portato i manifestanti ad organizzarsi in gruppi armati, i quali si moltiplicarono nel corso dei mesi a cavallo del 2012. Con lo scoppio delle vere e proprie ostilità armate varie potenze internazionali e regionali si sono schierate con i diversi attori siriani, alcune legandosi a Bashar al- Assad, altre alle molteplici coalizioni ribelli contro i lealisti o per combattere alcune formazioni islamiste e jihadiste, le quali nel corso degli anni hanno preso gradualmente il sopravvento sulle altre opposizioni armate. Nel corso di questa tesi analizzerò nello specifico il ruolo della Turchia, uno dei principali attori internazionali coinvolti nel conflitto siriano. Lo Stato turco si è schierato rapidamente con l’opposizione a Bashar al-Assad, fornendo assistenza militare e logistica ai disertori dell’esercito siriano e alle molteplici formazioni armate, le quali andarono lentamente a formarsi con l’aggravarsi della crisi. La strategia turca è però mutata con il progredire del conflitto e con l’accentuarsi di alcune problematiche, che secondo la visione di Ankara ponevano una minaccia alla sicurezza nazionale del paese. L’intervento della Russia al fianco dell’esercito siriano nel settembre del 2015 ha permesso alle forze leali a Bashar al-Assad di riprendere l’iniziativa militare, strappando ampie aree del paese alle forze ribelli, fra cui i quartieri orientali di Aleppo, alla fine del 2016.

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