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Il Mandato d'arresto europeo: principio di mutuo riconoscimento e tutela dei diritti fondamentali

Questo elaborato triennale illustra uno strumento giuridico ad oggi fondamentale nell'Unione Europea per perseguire gli autori di reati gravi in maniera coordinata ed efficiente: il Mandato d'Arresto Europeo (MAE), istituito nel 2002 con la volontà di ravvicinare le legislazioni nazionali in una materia di primaria importanza come quella giudiziaria-penale.
La prima parte identifica le principali caratteristiche dello strumento dell'estradizione e le sue modifiche nel tempo. Successivamente la tesi si concentra su una questione specifica riguardante il Mandato d'Arresto europeo, precisamente sul rapporto tra il principio del mutuo riconoscimento, pietra angolare della cooperazione all'interno dell'UE, ed il rispetto dei diritti fondamentali. Si cercherà pertanto di valutare quale tra questi due principi prevalga nelle situazioni di attrito che si possono venire a creare nell'esecuzione del MAE, attraverso l'approfondimento delle seguenti sentenze della CGUE: Radu-Melloni; Aranyosi-Căldăraru; Dorobantu e Generalstaatsanwaltschaft; Minister for Justice and Equality.

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2 INTRODUZIONE Il presente elaborato presenta come oggetto di studio una questione fondamentale per il mantenimento della sicurezza e la prevenzione contro il crimine e il terrorismo all’interno dell’Unione Europea. Per conseguire tale obiettivo di stabilità, sin dal periodo immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale i principali Stati europei presero la decisione di instaurare accordi per il raggiungimento di una forma di cooperazione penale a livello europeo mai conosciuta prima, sottoposta fino ad allora alla quasi totale sovranità degli Stati nazionali. Lo scopo dell’elaborato è pertanto quello di illustrare uno strumento giuridico ad oggi fondamentale nell’Unione Europea per perseguire gli autori di reati gravi in maniera coordinata ed efficiente: il Mandato d’Arresto Europeo (MAE), istituito nel 2002 con la volontà di ravvicinare le legislazioni nazionali in una materia di primaria importanza come quella giudiziaria-penale. La principale motivazione che mi ha spinto ad approfondire questa tematica è lo spiccato interesse per le questioni inerenti la sicurezza, che fin dall’inizio del percorso universitario mi hanno accompagnato nelle differenti discipline, sia politologiche che giuridiche, accrescendo per l’appunto il desiderio di approfondirne alcuni aspetti. L’interesse specifico verso la procedura di estradizione è maturato dal desiderio di comprendere una delle modalità di esecuzione utilizzate dall’Unione Europea per contrastare la criminalità transfrontaliera e il terrorismo. Tale elaborato è articolato in due capitoli: nel primo verrà illustrato il percorso storico che ha portato la materia dell’estradizione ad evolvere dal secondo dopoguerra fino a raggiungere il già citato MAE. Questa prima parte illustrerà le principali caratteristiche dello strumento dell’estradizione e le sue modifiche nel tempo; nel secondo ci si concentrerà su una questione specifica riguardante il Mandato d’Arresto europeo, precisamente sul rapporto tra il principio del mutuo riconoscimento, pietra angolare della cooperazione all’interno dell’UE, ed il rispetto dei diritti fondamentali. Si cercherà pertanto di valutare quale tra questi due principi prevalga nelle situazioni di attrito che si possono venire a creare nell’esecuzione del MAE. Grazie a questo lavoro di ricerca è stato possibile ripercorrere le tappe fondamentali di formazione del MAE e, successivamente, il percorso laborioso e molto intenso seguito nell’arco dell’ultimo decennio dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella valutazione del legame

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Mansi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Andrea Santini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

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