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La crisi del giornalismo nell'era digitale

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Luna
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Pierluigi Allotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 29

I nuovi media digitali, social network in primis, hanno mandato in crisi il mondo della carta stampata e del giornalismo in generale.
La tesi offre una ricostruzione degli ultimi 25 anni di crisi ed espone l'opinione prevalente di autorevoli esponenti del mondo della produzione e diffusione delle notizie che hanno trattato dell'argomento, affrontando e cercando di capire quale è il presente e soprattutto quale sarà il futuro della carta stampata e del delicatissimo e fondamentale per la tenuta della democrazia mondo del giornalismo di professione.

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Luna
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Pierluigi Allotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 29

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11 Capitolo II L’irruzione dei social media e la fine dell’oligopolio della produzione e divulgazione delle notizie II.1: Il ribaltamento della piramide Come esposto ed analizzato nel precedente capitolo, il web, in special modo quello 2.0, ha rivoluzionato totalmente il modo in cui non solo si producono e si diffondono le notizie, ma anche e soprattutto il modo stesso di fare giornalismo. È accaduto il crollo della verticalità assoluta della fase di produzione e divulgazione delle notizie. Da più di due secoli e fino alla metà degli anni 2000, infatti, il compito della creazione e della diffusione con ogni mezzo possibile delle notizie era prerogativa dei giornalisti, degli editori ed in generale degli ‘’old media’’; erano loro che gestivano ogni singola fase del processo di diffusione delle notizie, della loro messa in onda, del peso, della rilevanza che dovessero avere e del tipo di dettagli e attenzione dare. Tuttavia, con l’avvento del web 2.0 e dei social network, come detto, tutto questo è stato abbattuto. ’’Non abbiamo più il possesso esclusivo delle news’’ 26 , come ha affermato, nel 2005, nell’occasione degli attentati alla metropolitana di Londra, Richard Sambrook, allora direttore di BBC World News, supportato da Yochai Benkler, dell’università di Harvard, che afferma: i necessari mezzi materiali per un’efficace produzione e distribuzione dell’informazione sono posseduti da un numero di individui di svariati ordini di grandezza superiore a coloro che solo un paio di decenni fa erano i possessori dei mezzi di produzione e scambio dell’informazione 27 . L’impostazione dominante qui, dunque, è modificata, come testimonia questa affermazione. Dai primi anni 2000, da quando la bolla di internet non ha creato i danni previsti, infatti, il mondo dell’editoria ha cominciato più a prendere ‘’sul serio’’ ed a rendersi di più conto delle sfide che la rivoluzione digitale produceva. Con i social la piramide ideale è stata totalmente disintegrata ed, in un istante, sono apparsi la massa, il popolo ed i lettori che da soli fruitori e ricevitori ma non produttori di notizie 26 Pratellesi Marco, New Journalism, Dalla crisi della stampa al giornalismo di tutti, Bruno Mondadori, Torino 2017, p.118 27 Gaggi Massimo, Bardazzi Marco, L’u ltima notizia, dalla crisi degli imperi di carta al paradosso d ell’ era di vetro, Rizzoli, Milano 2010, p.88

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Parole chiave

giornalismo
carta stampata
editoria
notizie
news
media digitali
social network
fake news
crisi del giornalismo
futuro del giornalismo

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