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Come nasce un compositore? I casi di Mozart e Beethoven

Informazioni tesi

  Autore: Mariano Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Cesare Fertonani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Mozart e Beethoven sono due figure di riferimento per la storia della Musica Occidentale, ma come sono arrivati a diventarlo? Entrambi sono dei "bambini prodigio", ma il loro talento precoce non è l'unico ingrediente del grande successo che ha portato i due nomi a riecheggiare ancora oggi nelle nostre menti, ogni volta che pensiamo alla cosiddetta "Musica Classica". Non è stato affatto semplice per i due maestri affermarsi come tali, e in questa tesi si scoprirà perché. L'aspetto fondamentale che ho analizzato è però quello compositivo, ovvero il rapporto che c'è tra le primissime musiche di Mozart e Beethoven e quelle successive degli stessi, oltre che degli altri autori della loro Epoca. Troveremo straordinarie connessioni, quasi premonitrici, ma anche divergenze, nel tentativo di scoprire quello che ho definito "il segreto" di Mozart e Beethoven, gli espedienti di cui i maestri si servono per rendere accattivanti le loro opere, anche per un ascoltatore contemporaneo.

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  Autore: Mariano Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Cesare Fertonani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

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Introduzione Mozart e Beethoven, solo due “bambini prodigio”? Spesso, leggendo o studiando saggi e manuali riguardanti due tra le figure più conosciute della Musica occidentale- Mozart e Beethoven- incorriamo in una serie, talvolta anche consistente, di aneddoti e informazioni biografiche in merito alla loro condizione di “bambini prodigio”. Altrettanto frequentemente, però, la narrazione dell'infanzia dei due compositori si arresta qui, dando quasi per scontato che quei ragazzini eccezionalmente talentuosi sarebbero poi diventati due tra i nomi/simbolo che, pronunciati poco più di due secoli dopo in un qualsiasi contesto, nel Mondo Occidentale (e non solo), avrebbero rimandato subito ad un certo tipo di Musica, nota come “musica classica”; definizione che, oltre a quelli del Classicismo vero e proprio (il periodo di Mozart e almeno del primo Beethoven, appunto), abbraccia, nella sua accezione più comune- seppure sbagliata e quasi ghettizzante 1 - tutti i generi musicali grosso modo compresi tra il Barocco e il tardo Romanticismo: considerazione tra l'altro “diplomatica”, che non tiene conto dei suoi estremi, costituiti da un lato dalla cosiddetta “musica antica” e dall'altro dalle varie correnti che, terminato il Romanticismo, si sviluppano fino ad arrivare, ovviamente variate, a lambire i giorni nostri (si pensi ad esempio al filo, neanche tanto sottile, che lega le musiche di Schönberg, Webern e Boulez). Ebbene, anche questi estremi sono considerati talvolta “musica classica” dai più temerari. Ad ogni modo, nell'immaginario collettivo e popolare, le figure di Mozart e Beethoven sono quindi identitarie non solo di un periodo limitato sia geograficamente che cronologicamente (il Classicismo viennese) ma, per sineddoche, di almeno trecento anni di una storia della Musica occidentale che sappiamo essere stata decisamente variegata ed eterogenea. Questa piccola digressione ha avuto il compito di spiegare meglio il ragionamento iniziale, e cioè che sarebbe davvero riduttivo relegare Mozart e Beethoven a “bambini prodigio” o, peggio ancora, a “geni”, destinati a diventare due tra i principali ambasciatori della “musica classica” nel mondo contemporaneo da predestinati, quasi inconsciamente. In questi anni la Musicologia ci ha lasciato encomiabili studi e dettagliatissime analisi sulla vita, l'estetica e praticamente su tutti i lavori dei due maestri, le cui composizioni considerate (spesso, ma non sempre, a ragione) “principali” sono state interpretate -talvolta anche nota per nota- sotto tutti, 1 Il termine -molto forte- “ghettizzante” è riferito al fatto che spesso, chi non ha dimestichezza con questo tipo di musica (ma non solo), separi la “musica classica” da tutto il resto, identificandola addirittura in modo molto superficiale come un “genere” musicale a sé stante, al quale sono non di rado attribuiti una serie di clichés negativi. Ovviamente esiste anche la discriminazione opposta -anzi, doppia- di chi considera tutto ciò che non è “musica classica” (ponendo quindi ancora in essere quest'espressione storiograficamente sbagliata) come “musica leggera”, anche in questo caso con un'evidente accezione negativa. 1

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Parole chiave

musica
infanzia
beethoven
mozart
sinfonia
sonata
compositore
bambini prodigio
periodo zero
evoluzione lineare

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