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Quelli che restano - cronistoria e analisi della casa editrice Marsilio

Informazioni tesi

  Autore: Tommaso Nuti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Zeffiro Ciuffoletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

La tesi, con una serie di capitoli che riprendono strofe del testo della canzone di Francesco De Gregori ed Elisa “Quelli che restano”, racconta la storia della casa editrice Marsilio con ampi riferimenti alla figura di Cesare De Michelis, che ne ha assunto la direzione fino alla morte nel 2018. Nella prima sezione è presente una disamina generale del perché la Marsilio è nata a Venezia. Nella seconda parte si affronta il grosso della storia della Marsilio, partendo dall’entrata societaria di Cesare e Gianni De Michelis, analizzando come il romanzo prende un ruolo determinante nelle produzioni (autori italiani come Margaret Mazzantini e Susanna Tamaro) e un'ampia sezione riferita al “caso” Stieg Larsson e alla conseguente esplosione del filone del giallo svedese. La terza parte corrisponde alla storia più recente della Marsilio, nel periodo in cui avvengono un controverso cambio di proprietà e un successivo riacquisto delle quote, fino all’attuale distribuzione in partnership con Feltrinelli. La quarta sezione è dedicata alla recente morte di Cesare De Michelis e alle conseguenti reazioni del mondo editoriale. In un’ultima sezione si trascrive un’intervista con l’attuale amministratore delegato di Marsilio, Luca De Michelis.

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  Anno: 2017-18
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  Lingua: Italiano
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36 4.2 Da Rcs a Feltrinelli: “Mi riprendo la Marsilio” La “bomba” sulla “Mondazzoli” è fatta scoppiare da “L’Espresso” nel Febbraio del 2016, con un articolo che anticipa l’inclinazione che avrebbe avuto l’Antitrust nel controllo delle varie società: le quote di Bompiani e Marsilio, sommate, farebbero eccedere la soglia consentita a Mondadori-Rizzoli dall’Autorità garante di concorrenza e mercato. Ancora Enrico Arosio, che lancia l’indiscrezione sulle pagine de “L’Espresso”, sostiene quanto “la linea che filtra in queste ore imporrebbe alla Mondadori di cedere il controllo dei due marchi. Il che significa: il brand, il catalogo, i dipendenti, i contratti in essere.” (Enrico Arosio, Mondadori dovrà cedere Bompiani e Marsilio, “L’espresso”, 19-2-2016). I De Michelis si astengono, lì per lì, da commenti sull’anticipazione, ma già qualche mese dopo (30 Agosto 2016) un titolo di Libero sarà fin troppo indicativo: Cesare de Michelis, “mi riprendo Marsilio alla faccia dell’Antitrust”. Nel marzo del 2016, l'Antitrust ufficializza l’imposizione a Mondadori di cedere la Bompiani, che sarà acquisita a settembre da Giunti Editore, malgrado il tentativo di Elisabetta Sgarbi (ormai in forza, come si è detto, a La Nave di Teseo) di riacquisirla e riunire i due cataloghi. Peraltro, la Nave di Teseo, nemmeno un anno dopo, acquisirà a sua volta Baldini & Castoldi (fallita nel 2013 dopo vari cambi di nome e la rilevazione da parte di Michele Dalai). Le condizioni imposte in dieci “misure correttive” dall’Antitrust, esposte in un documento di ben 80 pagine, sono nette: le sezioni corrispondenti alla quota di mercato di Bompiani e Marsilio (comprese peraltro le quote che corrispondono alla Sonzogno) dovranno andare a operatori già attivi, dalla “comprovata e conoscenza nel settore”, e, soprattutto totalmente indipendenti da Mondadori o da qualsiasi società riconducibile al gruppo Fininvest. A Mondadori è anche imposta una serie di vincoli perché ci possa essere, nella sua rete di negozi, una visibilità corretta dei libri degli editori concorrenti, nonché il finanziamento delle successive tre edizioni della fiera Più Libri Più Liberi per un totale di 225mila euro. A Luglio 2016, come ufficializzato anche da “La Repubblica”, “Cesare De Michelis chiude il cerchio” (Mondadori vende Marsilio alla famiglia De Michelis, “La

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casa editrice
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