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Testimonianza e valutazione dei falsi ricordi. La "macchina della memoria" nel contesto giuridico italiano

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Proto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Sabrina Castellano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Il lavoro dello psicologo in ambito giuridico assume sempre più importanza in quanto il suo intervento è richiesto per analizzare casi per i quali gli esperti giuridici non hanno le giuste competenze. Tra gli interventi richiesti agli psicologi vi è la valutazione della testimonianza, una valutazione strettamente connessa alla memoria umana, una capacità molto complessa e non sempre facile da analizzare.
Nello specifico in questa tesi è stato trattato un aspetto particolare della memoria, ovvero i falsi ricordi, che assumono un ruolo centrale nella raccolta e nella valutazione della testimonianza.
La prima parte di questo lavoro, di impronta più cognitiva, è dedicata ai falsi ricordi e alla testimonianza. La testimonianza è uno degli elementi centrali nel contesto processuale e la psicologia della testimonianza è una particolare applicazione della psicologia giuridica che si occupa di verificare la credibilità e l'affidabilità della testimonianza. Dopo una sintetica trattazione della memoria, i capitoli successivi descrivono i falsi ricordi attraverso le teorie elaborate dagli esperti e le ricerche fatte in questo campo. La seconda parte dell'elaborato esamina gli strumenti utilizzati per valutare le false memorie. Tra le varie tecniche utilizzate è stato qui approfondito uno strumento elaborato nel 2008 in Italia presso l'Università di Padova, cioè l'Autobiographical Implicit Association Test (a-IAT). Questo strumento è una variante dell'Implicit Association Test in versione autobiografica utilizzato proprio in ambito giuridico. Una nuova macchina della memoria, così come è stata definita dalla stampa, che ha subito riscosso molto successo e che è stata utilizzata in alcuni casi di cronaca italiana.

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  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
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PARTE II. LA VALUTAZIONE DEI FALSI RICORDI 3. L’ASCOLTO DEL TESTIMONE Da quanto detto sino ad ora è chiara l‟importanza che la testimonianza assume nel contesto giuridico nonché le difficoltà che ne conseguono. L‟assunzione di una testimonianza richiede infatti un‟adeguata preparazione e conoscenza, è quindi un ambito rispetto al quale gli psicologi sono in grado di assegnare un contributo fondamentale in virtù delle loro specifiche conoscenze nell‟ambito della comunicazione (Gulotta e Ercolin, 2004). Verranno trattati in questa seconda parte le tecniche e gli strumenti utilizzati dagli esperti per l‟ascolto del testimone e la valutazione del suo racconto. 3.1. La valutazione della capacità di rendere testimonianza Si è già parlato nel primo capitolo della valutazione dell‟attendibilità del testimone, si fa qui ora riferimento invece ad un‟altra valutazione, spesso confusa con l‟attendibilità del testimone, che è la valutazione della capacità di rendere testimonianza. Quando si parla di valutazione della capacità di rendere testimonianza si fa riferimento alla valutazione dell‟idoneità del soggetto a riferire di un evento del quale è a conoscenza, è una valutazione di tipo clinico che riguarda le funzioni mentali della persona. L‟esperto deve cioè valutare se queste funzioni mentali gli permettano di rievocare un evento che è stato oggetto della sua esperienza (Xibilia e Di Nuovo, 2012). Fornari afferma che un testimone si può considerare idoneo a rendere testimonianza quando, analizzando i suoi meccanismi psichici, non si osserva alcun processo che possa inficiare le caratteristiche della rievocazione quali precisione, obiettività, serenità di percezione, di conservazione e di rievocazione. Valutare il testimone come capace di rendere testimonianza non vuol dire sostenere che egli dica la verità, valutare una testimonianza come vera o meno è una decisione che spetta esclusivamente al giudice e che riguarda il processo (Fornari, 2015). Infatti la valutazione della capacità del soggetto di testimoniare fatta dall‟esperto indica solamente che egli è idoneo e che, se vuole, è in grado di dire la verità. Da ciò ne 28

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Parole chiave

testimonianza
test
neuroscienze
implicit association test
falsi ricordi
false memorie
credibilità e l‟affidabilità della testimonianza
l‟autobiographical implicit association test

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