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Welfare Aziendale e Contrattazione di Secondo Livello. Il caso delle aziende milanesi del terziario

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Scapin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Analisi dei Processi Sociali
  Relatore: Giovanna Fullin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

In questo elaborato nella prima parte viene analizzata la situazione storica e attuale del welfare. Dopo aver inquadrato storicamente e concettualmente il welfare State, compreso il suo più recente declino, ci si sofferma sulla principale faccia del diamante del welfare che si è sviluppata negli ultimi anni grazie anche ad una serie di interventi legislativi che ne hanno facilitato la diffusione. Si tratta di quella derivante dal mercato, ovvero del welfare aziendale o occupazionale. Viene posta un po’ di chiarezza definitoria riordinando quell'insieme di vocaboli che si tende ad affiancare al termine “welfare”, concentrandosi, chiaramente, sulle varie ramificazioni di quello aziendale. Segue, infine, un capitolo che propone lo stato dell’arte in cui si trova oggi il welfare occupazionale in Italia, facendone risaltare le varie linee di frattura che presenta nel territorio. Nella seconda parte della ricerca si entra, invece, direttamente sul campo di studio, andando ad osservare da vicino lo sviluppo e la distribuzione del welfare aziendale in un gruppo di aziende appartenenti al settore terziario e dislocate nel territorio milanese. Grazie all'accesso alla banca dati della Filcams Cgil di Milano, analizzando l’intero universo di contratti e accordi di secondo livello da lei stipulati, viene scattata una fotografia dell’attuale scenario relativo al welfare aziendale in una delle aree economicamente più avanzate d’Europa. Oltre al livello di penetrazione nelle imprese, vengono esaminati i principali benefit che le aziende erogano e di cui possono beneficiare i lavoratori. Contemporaneamente, tramite un’etnografia svolta durante il rinnovo del contratto integrativo di una di queste imprese, si osserva come il welfare aziendale viene introdotto nei documenti di secondo livello e, più in generale, si studiano le pratiche e le dinamiche della contrattazione aziendale, piano dal quale proviene la gran parte del welfare occupazionale.​

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  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
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51 3. Il welfare aziendale in Italia 3.1. Un quadro estremamente frammentato Uno dei vari rami del secondo welfare che negli ultimi anni è cresciuto sempre più, è quello relativo al welfare aziendale. Nonostante l’assenza di analisi sistematiche su base nazionale (Santoni, 2018), è possibile, presentando alcuni dati di varie ricerche, descrivere questa evoluzione monodirezionale. Se nei contratti aziendali stipulati nel 2015 dalla Cgil, il welfare aziendale era contenuto nel 22,8% dei documenti, si sale al 26,4% nel 2016 e al 27,2% nel 2017 (Cgil, 2019). In una ricerca svolta sui contratti integrativi aziendali stipulati nel 2018, invece, ADAPT calcola che il welfare aziendale è presente nel 43% dei casi (ADAPT, 2019). Infine, Welfare Index Pmi, in un’indagine su 4.561 aziende di qualsiasi dimensione e settore su tutto il territorio italiano, ha rilevato che nel 2019 un’impresa su due è attiva sul welfare (Welfare Index Pmi, 2019). Oltre a questa costante crescita in termini di aziende in cui il welfare aziendale è presente, a crescere negli anni è anche il numero di servizi che le aziende offrono ai propri dipendenti. Si pensi che, stando sempre a quanto riportato da Welfare Index Pmi (2019), il 20% delle aziende che eroga benefit ai lavoratori può essere considerato molto attivo, cioè ha almeno sei aree di welfare attive. Se si considera che nel 2016 lo erano soltanto il 7% delle aziende, l’incremento è evidente. Alla base di questo sviluppo, oltre ai già evidenziati problemi che incombono sul welfare State, vi sono sia trasformazioni economiche e sociali di vasta portata, sia processi di riassestamento dei sistemi di relazioni industriali (Pavolini et al., 2013). Ciò che ci interessa qui presentare, è, però, il risultato di questa rapida, e tuttora persistente, crescita e diffusione del welfare occupazionale nelle imprese italiane. Lo scenario che si è andato a costituire è ben lungi dall’apparire come un quadro omogeneo. Infatti, vi è

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Parole chiave

sindacato
negoziazione
welfare state
relazioni industriali
contrattazione di secondo livello
welfare aziendale
contratti integrativi aziendali
conciliazione tempi di vita e di lavoro
welfare territoriale
welfare occupazionale

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