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Articolo 2621 - Soggetti attivi del reato

I SOGGETTI ATTIVI del reato sono gli amministratori, i direttori generali, i sindaci, i liquidatori, ai quali nel 2005 il legislatore con l’art.154 bis del TUF ha aggiunto i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari (su ispirazione nordamericana). Si tratta di un reato proprio, se non si ricopre una di queste cariche non si possono commettere false comunicazioni sociali. È un reato proprio che segna già dal punto di vista dell’individuazione dei soggetti un problema, perché per esempio i consiglieri di sorveglianza, i componenti del consiglio di gestione, non sono nominati. Questo problema si risolve attraverso una norma importante contenuta nel titolo 11° che è l’art.2639. Questo articolo prevede che per i reati descritti nel titolo 11°, al soggetto formalmente investito della qualifica è equiparato sia chi è tenuto a svolgere la stessa funzione qualificata diversamente (per esempio consigliere di sorveglianza che svolge per certi aspetti la funzione del sindaco), perché al di là della qualificazione formale, ciò che conta è la funzione svolta; sia  coloro i quali esercitano in modo continuativo e significativo i poteri tipici inerenti a quella qualifica e funzione (per esempio l’amministratore di fatto, che pur non avendo un’investitura giuridica di nessun tipo, può realizzare il reato in questione). Ciò che conta non è la qualifica formale ma l’esercizio fattuale dei poteri. Questo uovo soggetto può essere istituito solo nelle società quotate, per garantire la veridicità dei bilanci. Anche questo soggetto può essere chiamato a rispondere per questo delitto.
Per realizzare questo reato i soggetti devono nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali esporre fatti materiali non rispondenti al vero o omettere informazioni.
In primo luogo la norma chiarisce cosa dobbiamo intendere per comunicazioni sociali. L’oggetto materiale del reato è ciò su cui cade l’azione del reato stesso. In questo caso l’OGGETTO MATERIALE è costituito da bilanci, relazioni o le altre comunicazioni sociali.
La norma del 1942 indicava nelle relazioni, nei bilanci o in altre comunicazioni sociali, nel 2002 invece indicava nei bilanci, nelle relazioni e nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge. Significa che le uniche comunicazioni sociali che la norma prende in considerazioni sono quelle espressamente previste da norme di legge.
Esempio: devo fornire una determinata comunicazione, non sulla base di una legge, che mi impone di fare il bilancio d’esercizio, ma imposta da un regolamento consono, o da una circolare della Banca d’Italia. Si tratta di comunicazioni che sono fuori dal perimetro dell’art.2621 e 2622. Il perimetro così si restringe. Tutto ciò che non è previsto dalla legge, se falsificato, non può far scattare il reato.
I bilanci ricomprendono bilanci d’esercizio, bilanci che vengono affrontati in corso d’esercizio, bilancio consolidato, tutti i tipi di bilanci. Le relazioni sono comunicazioni che spesso accompagnano gli atti societari. Infine sono comprese le altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico. Quindi se la comunicazione non è diretta ai soci o al pubblico, se falsificata non fa scattare questi reati.
Esempio: se un socio chiede un chiarimento agli amministratori e questi gli danno un’informazione falsa, questa tipologia di comunicazioni non essendo prevista dalla legge si colloca al di fuori del perimetro.
di Valentina Minerva
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