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Impresa: un'attività "Economica…"


L’aggettivo “economico”, che deve connotare l’attività svolta, non riguarda il suo contenuto (in effetti, qualsiasi attività diretta alla produzione o allo scambio di beni o di servizi è economica in questo senso), ma le sue modalità di attuazione.
Si sostiene che un’attività può essere qualificata come impresa solo se svolta con metodo economico, cioè con modalità che, con giudizio preventivo e astratto, consentano (almeno) la copertura dei costi con i ricavi.
Si tratta di una precisazione che ha due importanti effetti:
- Per un verso chiarisce che, benché normalmente le imprese siano in fatto caratterizzate dallo scopo di realizzare un avanzo di gestione (c.d. lucro oggettivo) e di ripartirlo in favore dei titolari dell’attività (c.d. lucro soggettivo), nessuno di questi due presupposti è necessario per la nozione giuridica di impresa.
Ne consegue che possono essere imprenditori le associazioni (enti per i quali la legge comunque impedisce la distribuzione dell’utile fra gli associati), le cooperative c.d. “pure”, ecc…
- Per un altro verso, invece, esclude dall’area giuridica dell’impresa tutte quelle attività svolte istituzionalmente in perdita: per esempio la beneficenza.
Non vi sono quindi ragioni di principio per escludere dal terreno dell’impresa l’attività non-profit.
Niente, infatti, impedisce agli enti ONLUS, sia pure in via strumentale al raggiungimento dei loro scopi ideali, di svolgere un’attività corrispondente a quella delineata nell’art. 2082, con modalità tendenti all’equilibrio gestionale: quando ciò accade, il che si verifica oggi di frequente, l’ente non-profit diviene imprenditore.
Il criterio esposto non ha nulla a che vedere con la verifica ex post dell’effettiva copertura dei costi con i ricavi: in caso contrario si arriverebbe all’assurdo di non qualificare come impresa l’attività condotta per trarne guadagno, ma portata al dissesto dall’imperizia dell’imprenditore.
Ciò che conta è la valutazione preventiva e astratta delle modalità con le quali una determinata attività è oggettivamente programmata.
Tratto da DIRITTO COMMERCIALE di Stefano Civitelli
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