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Cooperative in Italia: CAMST


E' una cooperativa di produzione e lavoro; opera nella ristorazione. I soci sono i lavoratori. Nasce nel 1945 subito dopo la guerra. C'è separazione tra proprietà e momento produttivo; c'è un presidente (per rapporti con soci e esterno) e un segretario generale (per guidare scelte imprenditoriali).
3 fasi:
1) Pionieri fondatori: mensa comunale ristorazione per truppe alleate, poi teatro comunale e ippodromo, poi stazione ferroviaria di Bologna (nel bar ristorante; in questo si hanno problemi di gestione, poiché troppo grande e poco remunerativo). Si allarga la porta, così anche la base dei soci; c'è indisciplina del nuovo personale, con necessità di programmi di formazione. Viene intromesso un commissario governativo con compito di controllo contabile, ma così si esautorano i soci fondatori (comunque più avanti si torna alla normalità). Si entra in settore turistico (Camst-Viaggi) e alberghiero.
2) Allargamento territoriale e della base: gestione mense aziendali, e ciò non richiede investimenti perché le strutture sono già di proprietà. Iniziano le lotte sindacali, si perde l'appalto alla stazione. Anni 70: serve nuovo piano di sviluppo in base a tutte le esperienze acquisite. Ci si deve riorganizzare per via del mercato, che è cambiato moltissimo. Si va verso 3 direzioni di sviluppo: pasti di qualità a basso costo, gestione bar, ristoranti e alberghi per nuove attività di strutture pubbliche, organizzazione tempo libero e turismo sociale. Per questo serve aumento dimensionale e territoriale. Si deve passare a logiche di impresa industriale. Ci sono però risultati economici negativi, perché le grandi cucine centralizzate sono sottoutilizzate e ci sono bassissime capacità gestionali.
3) Sviluppo con focalizzazione delle attività di ristorazione su segmenti specifici: si vuole risanare e ottimizzare le risorse. Intenso ricambio dirigenziale (1980), così i risultati sono addirittura migliori del previsto; si inizia il self-service col free-flow. Si entra in cucine centralizzate e buoni pasto. Sono ora necessari interventi di sviluppo delle risorse umane. Si fa banqueting, prima come divisione a sé, poi in ogni divisione. Si una differenziazione. Si inseriscono molti lavoratori non soci. A differenza della Sacmi, fanno in modo di essere a mutualità prevalente.
Campo organizzativo: le relazioni nel campo furono intense, con campo molto più ampio delle definizioni; si immerge in un campo che non è solo la ristorazione: è la sinistra bolognese. Dal 2004, sale la destra e il campo non c'è più.
Cultura: non volevano fondarne una, ma solo condividere la loro per uscire dalla disoccupazione.
Tratto da L’ORGANIZZAZIONE NELLE COOPERATIVE di Moreno Marcucci
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