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Impresa: un'attività "Professionale…" e "Organizzata…"


"Professionale…"

Svolgere professionalmente un’attività significa esercitarla in modo abituale, non occasionale.
Deve trattarsi non di una qualunque serie coordinata di atti di carattere saltuario, ma di una attività sistematica e ripetuta nel tempo, anche se eventualmente stagionale (per esempio, la gestione di uno stabilimento balneare).

“Organizzata…”

Dall’art. 2555 c.c. di deduce che l’imprenditore organizza un complesso di beni per l’esercizio dell’impresa; più in generale si dice che l’imprenditore coordina, in uno organismo gerarchico di cui egli rappresenta il vertice, una serie di fattori della produzione (personale, impianti, materie prime, risorse finanziarie, ecc…).
Organizzazione significa appunto coordinamento dei fattori della produzione.
Per aversi il minimum richiesto dall’art. 2082 c.c., tuttavia, basta anche solo uno di questi elementi.
Problematica è l’ipotesi in cui il soggetto si limiti a organizzare il proprio lavoro personale, alcuni strumenti neutri (telefono, computer, ecc…) e magari utensili strettamente necessari allo svolgimento del proprio lavoro.
Sostenere la sufficienza della c.d. auto-organizzazione significa, infatti, ricondurre ogni attività produttiva o di scambio svolta abitualmente e con metodo economico all’area dell’impresa.
E’ una tesi autorevolmente sostenuta e che incrementa la propria efficacia persuasiva.
Altrettanto autorevolmente, tuttavia, la sostanziale abrogazione del requisito dell’organizzazione viene rifiutata notandosi che esso rappresenta l’unico elemento distintivo tra lavoratore autonomo e (piccolo) imprenditore.
Tratto da DIRITTO COMMERCIALE di Stefano Civitelli
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