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L’autoefficacia


L’autoefficacia percepita si riferisce alle convinzioni circa la propria abilità di mettere in atto determinati piani di azione. Le convinzioni di autoefficacia si fondano sostanzialmente sulle esperienze di effettiva padronanza di determinati comportamenti o situazioni (Bandura).
Con il crescere dell’età, i bambini acquisiscono un più ampio controllo sulle loro emozioni e i loro impulsi. I modelli psicodinamici attribuiscono questo sviluppo alla crescita dell’Io, mentre altri modelli sostengono che i bambini sviluppino gradualmente una maggiore conoscenza dei loro processi di pensiero e dei fattori che influenzano il loro comportamento.
Metcalfe e Mischel fanno riferimento a due sistemi psicologici separati, il sistema caldo e quello freddo. Il sistema freddo, che comprende la conoscenza e le strategie di autocontrollo, si sviluppa più tardi e più lentamente di quello caldo, impulsivo. Man mano che si sviluppa il sistema freddo, i bambini diventano più capaci di controllare emozioni e impulsi.
A partire dal secondo anno di vita, i bambini sviluppano un senso morale: sanno che alcune azioni saranno approvate dai genitori, mentre altre violano le norme sociali e saranno disapprovate e reagiscono emotivamente alle azioni buone o cattive. Queste autovalutazioni costituiscono processi cognitivi complessi, che richiedono l’integrazione di molteplici abilità: consapevolezza di se stessi e dei sentimenti e pensieri altrui, capacità di applicare le categorie valutative a se stessi, di riflettere sulle azioni passate e riconoscere che un’azione potrebbe essere evitata o che potrebbero essere intraprese azioni alternative. Quando i bambini osservano modelli che adottano standard severi per valutare la propria prestazione, essi interiorizzano prontamente questi standard come basi per le loro autovalutazioni (Bandura).

Tratto da PERSONALITÀ. DETERMINANTI, DINAMICHE E POTENZIALITÀ di Paola Alessandra Consoli
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