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Industria e finanza in Italia negli anni 20. IRI, IMI, CREDIOP


Rapporto tra industria e finanza
Si ha sovrapposizione degli interessi dello sviluppo industriale e di quello finanziario per avere un rapido sviluppo industriale. Si aggiunse poi l'interesse dello Stato.
Il legame è sottile e profondo.

Perché la finanza divenne così importante durante la guerra?
Le spese furono coperte con emissione di denaro (aumenta il ruolo degli istituti di emissione), crescono le società di credito ordinario misto perché aumentò la richiesta di credito. Comit, Credit, Bis, Banco di Roma.
I Perrone avevano il 40% della Bis e si finanziavano da soli. Vengono meno i controlli. Cercarono di scalare la Comit, legata alle acciaierie di Terni. La fiat invece era legata (tramite CdA) alla Credit. I Perrone tentarono la scalata alla Fiat.
Altra figura di finanziere torinese è Riccardo Gualino, alleato con Fiat che tenta la scalata al Credit. Sono finanzieri che si aiutano a vicenda anche alle spalle dello Stato che però poi deve intervenire se hanno problemi.

Il sistema bancario riesce ad emanciparsi da quello industriale quando si risistemano le grandi imprese come Ilva, Ansaldo-bis.
Si sistemavano attraverso i consorzi: gli amministratori delle banche, per evitare le scalate quando aumentavano il capitale, lo acquistavano loro tramite questi consorzi da loro creati evitando l'ingresso di estranei industriali. Il capitale era quindi fittizio.
Queste contraddizioni vennero fuori negli anni a venire (nel fascismo) [anche se poi si generò una nuova compenetrazione nella finanza della politica].
La Repubblica Italiana si creò senza avere risolto questi problemi.
L'IRI e l'IMI sono istituti con cui si pone sotto la cappa dello Stato tutta la crisi.
Nel 1924 ci sarà la dittatura. Prima si riesce a ricevere il condono dei debiti da Francia e Inghilterra. Il fascismo è l'ultimo baluardo del comunismo.
La politica e l'economia si sovrappongono e si fondono.
Il CREDIOP è un consorzio con cui lo Stato finanzia opere pubbliche sottraendole alle banche private.
Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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