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Istruzione e fascismo. Gentile, CNR e Treccani


Se vediamo il funzionamento dell'ISTRUZIONE, esso doveva formare un popolo con una cultura popolare. La cultura “alta” si sviluppa nella clandestinità, quella bassa no.
La scolarizzazione infatti avanza.
La trasformazione del sistema scolastico era in linea con il fascismo, una volta caduto si continua ad usare la struttura già impostata, così come il welfare state.
Riforma della scuola, nel 1923 Gentile, del 1° governo parlamentare di Mussolini.
Una scuola gerarchica, autoritaria, severa, selettiva, con ammissione, con accesso vietato all'università per le scuole tecniche.
Scuola elementare con i maestri convinti sostenitori del fascismo. Quindi tutti alle elementari ma poi selettiva. Più si avanzava nella scuola più la pressione fascista diminuiva. I docenti universitari potevano insegnare “anche” senza prestare giuramento al fascismo. Ci provarono nel 1938 a fascistizzare l'università con le leggi razziali (docenti che dovettero abbandonare).
Organizzazione: scuole elementari – scuole tecniche – università ma solo economia e statistica – liceo classico e scientifico ma umanistico.
La riforma fu avversata da tutti anche se aumentò l'alfabetizzazione.
Oltre l'opposizione anche alcuni fascisti furono contrari perché limitava la mobilità sociale (chi  l'avviamento professionale o tecnico non poteva → univ.).
Il maggior sostegno al governo lo avevano dato i figli della borghesia che magari avevano figli negli istituti tecnici. Il fascismo degli anni 20 introduce l'avviamento professionale. Era voluto per non fare salire gli italiani a diffondere capacità critica.
Quindi in genere si ha una battuta d'arresto (non del tutto ma ci fu).
Economia fu una facoltà che aumentò gli iscritti. Meno ingegneria farmacia e giurisprudenza e nel periodi ci furono meno professionisti.
Nel 1923 fondato il CNR affiancato all'università (anche se non ebbe le risorse necessarie).
L'Italia si presentava distante da altri paesi europei come Francia, Germania e Inghilterra.
Nel 1925 si fonda l'Istituto Enciclopedico Italiano (treccani) che pubblica l'enciclopedia. Un'opera nazionale che rappresenta la cultura. Nella treccani le voci sono fatte da intellettuali anche non fascisti, ma le voci fasciste furono affidate ad intellettuali fascisti ad esempio D'Annunzio. Anche Pirandello era fascista ma non di facciata.
Nel novembre 1928 introdotto un testo unico per le scuole elementari (sussidiario).
I maestri giurarono fedeltà nel 1929. Balilla, Gioventù fascista.
Prima delle leggi razziali. Nel 1936 sottomessa l'Abissinia e nei libri di testo descritti come selvaggi. Il fascismo diventa sempre più dittatura. Minculpop. Come formare, quale istruzione di base. Prime forme di censura.
Negli anni 30 l'EDITORIA ristagna. Fondate case editrici: 1909 Rizzoli, 1901 Laterza. Durante il fascismo solo Einaudi 1934 ma pochi testi perché intellettuali più antifascisti. Una modernizzazione parziale, non colma i divari con l'Europa.

Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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