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Vantaggi del consolidato nazionale

I vantaggi del consolidato nazionale, in quanto aggregato, sono:
- COMPENSARE I RISULTATI POSITIVI CON QUELLI NEGATIVI : per avere questo vantaggio però non è necessario fare per forza il consolidato. Non bisogna confondere i vantaggi economici con quelli finanziari. Se la società C, senza entrare nel consolidato, avesse la possibilità su base individuale di recuperare per conto suo le perdite fiscali, ecco che non è un vantaggio economico, ma finanziario, perché invece di pagare le imposte subito, le pagherebbe successivamente.
Però questo non è sempre un vantaggio finanziario, ci possono anche essere dei vantaggi economici, e questi ci sono quando la società C non recupera per tempo le perdite riportate nella società su base individuale perché non riesce a produrre utili, in questo caso non riesce a monetizzare la perdita su base individuale. Quindi la possibilità di compensare immediatamente gli utili con le perdite a livello di consolidato, dà un vantaggio finanziario ma anche economico, perché da la possibilità di monetizzare immediatamente queste perdite.
Quindi se possono recuperarle individualmente ho solo un vantaggio finanziario, mentre se la società non ha la possibilità di recuperarle, oltre ad avere un vantaggio finanziario, ha anche un vantaggio economico.
Nell’esempio fatto A ha solo il 70% di B, viceversa ha il 100% di C. Quando si fa la somma degli imponibili, positivi o negativi che siano, non devo moltiplicare questi risultati per le quote di possesso.
Ipotizziamo ora che A possiede B al 100% e C al 70%.
Nell’anno n B ha un risultato positivo di 20 e C una perdita di 20.
Nell’anno n+1 B ha un risultato pari a 0, e C pari a più 20.
Le perdite hanno il valore che deriva dalla moltiplicazione dell’imponibile negativo per l’aliquota. Questo ragionamento non è influenzato dalle quote di possesso. Il vantaggio che si trasferisce è quello che consente alla società B di risparmiare le imposte in quell’anno evitando l’uscita monetaria, viene trasferito quindi il 100% delle perdite, non il 70%. Così si da un vantaggio finanziario anche agli azionisti di minoranza, perché quello che è il risparmio d’imposta di B, che non paga le imposte perché riceve le perdite di C, B anziché pagare l’erario pagherà i soldi che risparmia a C per il trasferimento delle perdite. Perché è C che porta le perdite all’interno del gruppo.
B se fosse stato su base individuale avrebbe pagato le imposte all’erario, in consolidato non le paga perché compensa con le perdite. I soldi risparmiati e non dati all’erario competono a C, perché questa trasferendo le perdite, consente a B di non pagare le imposte all’erario. I soldi rimangono all’interno del gruppo.
Se C non potrà in futuro recuperare le perdite per effetto dei risultati negativi, grazie al consolidato ha la monetizzazione immediata delle perdite e C ha un vantaggio e i soci di minoranza vedono la monetizzazione delle perdite anche per quelle perdite che non potevano aspirare a recuperare. Questo è il vantaggio economico.
- TRASFERIBILITÀ DELL’ECCEDENZA DI INTERESSI PASSIVI (ROL). ART.96, COMMA 1 : la norma prevede non una penalizzazione per le imprese sottocapitalizzate, ma forfettariamente rende indeducibili gli interessi passivi di un ammontare eccedente una certa percentuale rispetto al reddito operativo lordo, ossia il 30%. Le società scarsamente redditizie sono limitate nella deducibilità degli interessi passivi. Qualora queste società avessero avuto la possibilità di aderire al consolidato, vi era per loro la facoltà di poter trasferire questi interessi passivi non deducibile, o questo reddito operativo lordo non utilizzato, all’interno del gruppo per consentire la deducibilità ad altri soggetti.
La società B ha:
ROL                300
Interessi passivi        150
La società C ha:
ROL                100
Interessi passivi        10
In B il 30% di 300 è 90. La deducibilità è 90. Mentre l’eccedenza indeducibile è di 150 – 90 = 60.
In C il 30% di 100 è 30. Potrei trasferire 20 dei 60 di interessi passivi di B a C, oppure trasferire un’eccedenza di reddito operativo lordo che non ho utilizzato all’altra società che ne ha bisogno.
Questo è il vantaggio economico.
Se tutte le società sono in profitto, però l’eccedenza del ROL non vale niente.
Una società con un ROL uguale a 0 e però ha degli interessi passivi : le holding spesso si ritrovano con un ROL negativo perché ha delle spese.
Se A consolida B al 100% e C al 70% e A ha una struttura di conto economico tale per cui il ROL = 0, dividendi = 100, interessi passivi = 100 e chiude quindi con un risultato uguale a 0.
Se fosse su base individuale i dividendi sarebbero imponibili per il 5%, ma gli interessi passivi non sono deducibili.
Se invece si fa il consolidato la risposta cambia, perché bisogna andare a vedere se B o C hanno dei ROL di 1000, interessi passivi di 100, tali per cui il ROL non viene integralmente utilizzato, e questa eccedenza non integralmente utilizzata, che è di 666, può essere trasferita all’interno del consolidato alla società A, che genera un ROL che moltiplicato per il 30% da la possibilità di rendere deducibili gli interessi passivi.
Le holding non possono dedursi da sole gli interessi passivi, perché hanno sempre ROL = 0, ma nel momento in cui si fa un consolidato il ROL inutilizzato di altre società controllate può essere trasferito alla holding che in tal modo si deduce gli interessi passivi che prima erano indeducibili.
Il consolidato può essere richiesto solo da una consolidante ad una consolidata ai sensi dell’art.2359 comma 1 n.1, ovvero che vi sia la maggioranza dei diritti di voto che possono essere espressi all’interno dell’assemblea e si tiene conto dell’effetto de moltiplicativo ai sensi dell’art.120.
Se A detiene il 51% di B, e B il 51% di C, posso fare il bilancio consolidato tra A e B, o in alternativa tra B e C, perché B può essere o consolidata o consolidante.
A invece avrebbe su C un controllo del 25,5% (51% * 51%) che non è sufficiente per consolidare. Per sapere se è più conveniente per B consolidare con A o con C bisogna valutare i vantaggi che se ne possono trarre.
Tratto da PIANIFICAZIONE FISCALE D’IMPRESA di Valentina Minerva
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