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Problema del mezzogiorno, forza lavoro in USA e al Nord nel triangolo industriale

La sfida del mezzogiorno
Il quadro è complesso e contraddittorio. Il divario si è sempre più accentuato nel corso della storia. Nei primi del novecento, col fascismo, si è cercato di ridurre il divario ma mai con un vasto programma. Nel secondo dopoguerra si registra una crescita economica grazie anche alla cassa del mezzogiorno. Nel boom economico il divario non si è ridotto e si è sprecata un'occasione, si è solo fermato il divario.
Poi con gli anni 80 e 90 e il divario è ripreso. Motivi? Lo Stato non è riuscito (e neanche le Regioni) a mettere in moto un processo di sviluppo auto propulsivo. C'erano sempre stati degli interventi esterni al luogo: nessuna innovazione nessuna investimento nessuna idea. Si creavano cattedrali nel deserto, impianti industriali senza legame col territorio, l'emblema può essere l'impianto industriale Gioia Tauro in Calabria.
Mancavano infrastrutture, cultura, sarebbero stati meglio i distretti. Perché non si è scelto questo modello? Per motivi politici. Ci sono maggiori margini di profitto. Assicurava profitti nell'immediato anche senza una reale aspettativa nel lungo termine.
Inoltre un conto è avere a che fare con tante piccole medie imprese, tanti titolari, un conto è avere pochi grandi interlocutori con alle dipendenze tanti operai ( elettori).
Le piccole medie imprese sfuggono al controllo politico e si possono coalizzare. Ad investire nel sud sono state sempre imprese del nord. Non si pongono poi il problema se successivamente lo stabilimento è da chiudere (non ha vincoli territoriali). Ma per andare in quei luoghi si garantiva aiuto, profitti, e si davano incentivi.
L'impianto industriale non è solo qualcosa che deve generare profitti ma ha anche una funzione sociale. Il capitalismo ha perso questa visione.
Una volta erano attive, partecipavano alle infrastrutture e al contesto sociale.
Altri due motivi di crescita del divario:
1. Dal 1984 si liquida la cassa del mezzogiorno. Lo Stato fa marcia indietro. Le agenzie in sostituzione non hanno avuto la possibilità di operare in concreto e significativamente.
2. Incapacità di adeguarsi alle politiche della Ue: molti fondi non sono arrivati per procedure anche formali e operative.
Altri effetti negativi, sociali che mantengono il sud arretrato: l'emigrazione e le organizzazioni criminali.
Il sud ha contribuito allo sviluppo italiano con la forza lavoro prima in America poi negli anni 50 Europa poi il triangolo industriale. I flussi migratori si sono arrestati dopo il boom e ripresi negli anni 80. Emigrazione significa anche lasciare la città.
Lo fanno persone attive, formate, che cercano altrove. Il sud perde quindi anche sapere, capacità a vantaggio di altri.
Ha avuto facile gioco la malavita ha attecchito per l'arretratezza, poco lavoro, nessuno sviluppo economico. Essa controlla finanziamenti e politiche. Il problema riguarda tutta l'Italia nel suo insieme. Manca la visione di insieme.

Società, consumi e qualità della vita
1/7 Gli italiani negli anni 90 vive in povertà (metà del reddito medio).
Come mai l'Italia che è stata la quarta potenza industriale non ha ridotto il divario Nord sud ed è aumentata la povertà? Nonostante il progresso?
Il problema centrale è il modello del capitalismo. Esso dà ricchezza a chi già ce l'ha.
Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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