La tesi del giorno
Rebreather per la vita subacquea
Per chi ha sempre amato il mare, l’idea di poter visitare luoghi da sempre inaccessibili a causa della profondità è sempre stata uno spunto per cercare nuove soluzioni, come quella della respirazione subacquea. Henry Fleuss, pioniere delle bombole ad ossigeno, ottenne un primo eccezionale risultato nel 1876, applicando la logica a pochi pratici e semplici oggetti: un tubo, una sacca alimentata con ossigeno e del cordame imbevuto di potassa per desorbire da lì l’anidride carbonica. Dalla sua impresa sono ormai passati 140 anni e grazie alla tecnologia, è oggi possibile immergersi a sempre maggiori profondità grazie ad un nuovo e rivoluzionario sistema, il rebreather. Tramite il suo circuito chiuso di ricircolo, esso permette di riciclare la miscela inizialmente introdotta, consentendo di dimenticare ogni dipendenza dalla superficie e di planare liberamente sui fondali. Miriam Surro e Domenico Lamboglia ci espongono, nella tesi Progettazione di una centralina per la sintesi e la validazione di tecniche fault tolerant applicate a sistemi di respirazione subacquea, i metodi di progettazione e programmazione di questi apparati rivoluzionari.
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