Skip to content

La tesi del giorno

Kyoto e l'Europa

Kyoto e l'EuropaParte della comunità scientifica ritiene che si debba considerare dimostrata l’esistenza di cambiamenti climatici causati da interferenze antropiche sulla composizione dell’atmosfera, e anche presso l’opinione pubblica tale convinzione è oggetto di un crescente consenso. Vi è tuttavia, tanto nella comunità scientifica quanto nella pubblica opinione, chi è scettico riguardo alla reale portata di questo fenomeno. Tra costoro il dott. Andrea Rodo, il quale peraltro non spinge il proprio scetticismo al punto di ritenere affrettato il ricorso a contromisure, ma anzi plaude al fatto che «la totalità degli stati del Globo, agendo nel pieno rispetto del principio precauzionale, abbiano preferito adoperarsi immediatamente, cercando soluzioni per prevenire il fenomeno, piuttosto che, di fronte all’incertezza del rischio, attendere l’esclusione di ogni dubbio matematico sulla sua esistenza, per poi utilizzare energie intellettuali al solo scopo di conteggiarne i danni».
La tesi redatta dal dott. Rodo, La partecipazione dell'Unione Europea al Protocollo di Kyoto, esamina dunque un tema assai dibattuto con inconsueto distacco, dal momento che il suo autore non muove dalla premessa che si tratti di fronteggiare una situazione di drammatica urgenza. Ciò nondimeno, posto che l’obiettivo di ogni normativa è quello di raggiungere i risultati per il cui conseguimento essa è stata concepita, egli non manca di evidenziare le lacune delle soluzioni normative adottate in difesa del clima. In particolare, la sua attenzione si concentra sul Protocollo di Kyoto, nonché sul suo recepimento da parte dell’Unione Europea e dell’Italia, che ha uno dei propri cardini nell’istituzione di un mercato europeo dei diritti d’emissione.
In conclusione del suo approfondito esame, l’autore manifesta la convinzione che la strada che conduce alla creazione di un efficace sistema di tutela ambientale a livello internazionale non passerà attraverso una evoluzione del Protocollo di Kyoto, bensì attraverso la sua abolizione e la redazione di un nuovo e differente trattato esecutivo, che non solo identifichi strumenti diversi e più efficaci, ma eviti di focalizzarsi cambiamenti climatici, a favore di una attenzione verso gli effetti di qualsiasi forma di sfruttamento intensivo dei beni naturali.

Visita la tesi:

La partecipazione dell'Unione Europea al Protocollo di Kyoto
Argomento tesi precedente
Il futuro della banca locale
Argomento tesi successiva
Guarire dalla sclerosi si può