Skip to content

La tesi del giorno

Guarire dalla sclerosi si può

Guarire dalla sclerosi si puòGuarire dalla sclerosi multipla si può. Grazie al "metodo Zamboni", la discussa terapia del noto chirurgo vascolare dell’Università di Ferrara, si può avere una seconda vita.

Zamboni ha osservato come i malati di sclerosi multipla abbiano più spesso dei sani restringimenti o occlusioni delle vene che drenano il sangue dal cervello: ciò contribuirebbe alla patologia. Da qui gli studi sul l’insufficienza venosa cerebrospinale cronica (o CCSVI) e il suo eventuale ruolo nella sclerosi multipla.

C'è chi ritiene che la CCSVI è più frequente nei malati e sperimenta la tecnica di liberazione delle vene, ma anche chi non trova anomalie nei pazienti e ritiene che la CCSVI abbia effetti pericolosi perché potrebbe distogliere i malati da terapie di provata efficacia.

Diego Fresegna, nella sua tesi Eventi neurodegenerativi comuni nella Sclerosi Multipla e nelle retinopatie degenerative, ha approfondito bene la sclerosi indagando soprattutto i danni a carico dell’assone negli individui affetti dalla malattia.

Il nostro autore ha osservato come "le modificazioni che si hanno lungo la membrana assonica dopo la perdita di mielina, con la riattivazione di particolari geni per produrre nuovi canali voltaggio dipendente per il sodio, sono responsabili della degenerazione assonale. In particolare, l’effetto chiave è svolto dall’ingresso nell’assone di ioni Ca2+ nell’assone, responsabili di attivare processi degenerativi".

Questo "ci permette di definire la sclerosi multipla una patologia legata ai canali, come avviene nella sindrome di Guillain-Barrè, e di poter sviluppare nuove terapie in grado di bloccare questo processo".

Attualmente i pazienti con SM vengono trattati con farmaci immunosoppressori, come l’interferone, o immunomodulatori, che abbassano la frequenza di attacchi a carico della mielina. "La possibilità di sperimentare nuovi farmaci richiede un modello di studio per verificarne l’efficacia. A tal proposito la retina rappresenta un modello adatto per osservare la capacità neuroprotettiva di nuove terapie".

L’optical coherence tomography, che permette di avere un quadro oggettivo della malattia misurando l’integrità della spessore del nervo retinico e della macula, rappresenta una tecnica con un’ampia applicabilità.

(fonte immagine: tisbe.it)

Visita la tesi:

Eventi neurodegenerativi comuni nella Sclerosi Multipla e nelle retinopatie degenerative
Argomento tesi precedente
Kyoto e l'Europa
Argomento tesi successiva
Il mercato del falso