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Eventi neurodegenerativi comuni nella Sclerosi Multipla e nelle retinopatie degenerative

Informazioni tesi

  Autore: Diego Fresegna
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Gianfranco  Scarsella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

L’obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di esporre i danni a carico dell’assone negli individui affetti da sclerosi multipla. Abbiamo osservato come le modificazioni che si hanno lungo la membrana assonica dopo la perdita di mielina, con la riattivazione di particolari geni per produrre nuovi canali voltaggio dipendente per il sodio, siano responsabili della degenerazione assonale. In particolare, l’effetto chiave è svolto dall’ingresso nell’assone di ioni Ca2+ nell’assone, responsabili di attivare processi degenerativi. Questo ci permette di definire la sclerosi multipla una patologia legata ai canali, come avviene nella sindrome di Guillain-Barrè, e di poter sviluppare nuove terapie in grado di bloccare questo processo.
Attualmente i pazienti con SM vengono trattati con farmaci immunosoppressori, come l’interferone, o immunomodulatori, che abbassano la frequenza di attacchi a carico della mielina.
La possibilità di sperimentare nuovi farmaci richiede un modello di studio per verificarne l’efficacia. A tal proposito la retina rappresenta un modello adatto per osservare la capacità neuroprotettiva di nuove terapie.
L’optical coherence tomography, che ci permette di avere un quadro oggettivo della malattia misurando l’integrità della spessore del nervo retinico e della macula, rappresenta una tecnica con un’ampia applicabilità. Recenti studi hanno infatti dimostrato che anche nel morbo di Alzheimer si hanno valori anomali dello spessore della retina. L’uso dell’occhio come un modello per studiare il cervello permette di monitorare gli effetti terapeutici in malattie neurodegenerative con maggiore facilità e rapidità.
La speranza è che anche un maggiore sviluppo nelle tecniche diagnostiche permettano un incremento di strategie sperimentali da parte dei ricercatori, utili per formulare una terapia definitiva per sconfiggere la sclerosi multipla e le altre patologie neurodegenerative.

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4 Premessa La retina rappresenta per il suo sviluppo embrionale una porzione del sistema nervoso centrale distaccata dall‘encefalo. Il ruolo svolto da questa specializzata struttura nervosa nel corretto funzionamento dell‘occhio è evidenziato nelle malattie neurodegenerative, le quali sono responsabili di effetti devastanti a carico delle fibre nervose. Il numero di persone affette da malattie neurodegenerative è estremamente elevato, e molto probabilmente tali cifre andranno sempre più ad aumentare a causa dell‘innalzamento dell‘età media e quindi di conseguenza all‘aumento della quota di popolazione a rischio. La possibile chiave per un miglioramento del quadro epidemiologico è puntare su una ricerca a più livelli, partendo dalla comprensione dei meccanismi cellulari e molecolari del danno neuronale, e successivamente sviluppare degli interventi diagnostici e terapeutici atti a individuare precocemente tali patologie. È inoltre indispensabile che lo studio di tali malattie avvenga in modo coordinato. La speranza infatti è che, una volta individuato un trattamento efficace per rallentare la progressione del processo degenerativo, esso si dimostri poi applicabile con analoga efficacia a più di una singola malattia. A tal proposito la discussione di questo lavoro di tesi inizia con la descrizione dell‘anatomia dei due centri di degenerazione, il bulbo oculare e il cervello, come base anatomica per poi sottolinearne il deterioramento nella sclerosi multipla. La sclerosi multipla, che rappresenta la malattia demielinizzante più comune, è caratterizzata dalla perdita della guaina mielinica che ricopre il SNC, la quale è responsabile inizialmente della perdita della conduzione del segnale elettrico ed, in una fase più tardiva o nelle forme più aggressive, della degenerazione assonale. Attraverso lo studio della retina è possibile avere un quadro clinico della malattia e del suo decorso usando tecniche meno invasive della risonanza magnetica nucleare ed altamente affidabili. L‘utilizzo dell‘optical coherence tomography rappresenta in questo senso una tecnica diagnostica all‘avanguardia, in grado di visualizzare la struttura della retina e di

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diabete mellito
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opitical coherence tomography
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retinopatie
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