La tesi del giorno
Il mercato del falso
Il caso esemplare di fashion victim, in particolare quando si ponga l’accento sul secondo di questi sostantivi, pare essere rappresentato dal consumatore di prodotti contraffatti. In questo caso, infatti, la scelta di acquisto trae la propria origine esclusivamente dal desiderio di possedere, e presumibilmente esibire, il marchio che contrassegna il prodotto, a prescindere dalle caratteristiche di elevata qualità che il marchio stesso dovrebbe garantire. Da tale considerazione il dott. Luca Roffi, nella sua tesi dal titolo Il mercato del falso ed il suo impatto sulle imprese di marca, deriva una delle ragioni che a suo avviso possono giustificare il diverso livello di contraffazione subito da marche differenti: ove è più labile il legame tra il marchio e la qualità attribuita ai prodotti che ne sono contrassegnati, maggiore è l’appeal del prodotto contraffatto.
Questo non è naturalmente che uno degli aspetti del fenomeno che il dott. Roffi prende in esame nel suo lavoro, considerandone le implicazioni sia sul versante del consumo, sia su quello della produzione, senza trascurare di mettere in evidenza le numerose ragioni che impongono si stigmatizzarlo. Né di rilevare come proprio l’Italia, che massimamente avrebbe interesse a una accurata tutela del marchio e delle proprietà intellettuali, sia uno dei paesi nei quali maggiormente si violano le leggi volte alla loro protezione.
Argomento tesi precedente

