La tesi del giorno
Possibile chiusura di Cinecittà, un duro colpo per il cinema Made in Italy
È stata l’associazione di registi e sceneggiatori 100autori a lanciare l’allarme: gli storici studios cinematografici potrebbero chiudere a causa della mancanza di fondi.
Da tempo la cronica mancanza di fondi rende difficile l’intraprendere di qualsiasi attività strategica, ma è stata l’apertura della procedura di crisi ministeriale a mettere in allarme gli addetti ai lavori.
L’eventuale chiusura dell’Hollywood italiana, compresa l’ipotesi di privatizzazione della struttura, ha scatenato una serie di reazioni sia nel mondo del cinema che in quello politico.
Dal mondo politico arriva un sostegno bipartisan a Cinecittà e il ministero dei Beni Culturali precisa: "Cinecittà Luce non chiuderà ma serve un provvedimento che le permetta di adempiere alla propria missione''.
I tagli al Fondo Unico dello Spettacolo rimangono comunque confermati e il contributo per il 2011 non potrà quindi superare gli otto milioni di euro.
Tali cifre vengono considerate insufficienti per garantire qualsiasi attività e mantenere integra la forza lavoro attualmente in opera.
Forte preoccupazioni per le sorti di Cinecittà Luce è stata espressa dagli esperti del settore, con la perdita di Cinecittà il patrimonio artistico-culturale italiano ne uscirebbe menomato.
Cinecittà è l’immagine del cinema italiano nel mondo da quasi un secolo.
Come scrive Matteo Tondini nella sua tesi Cinecittà 1950/60 tra bussiness e mondanità una nuova Hollywood sul Tevere dalle pagine dell'Europeo, fu negli anni ‘50 e ’60 del Novecento che Cinecittà divenne la capitale del cinema italiano.
La storiografia ufficiale indica nel 21 aprile del 1937 la data dell’inaugurazione di Cinecittà e la prima grandiosa produzione hollywoodiana a sbarcare a Cinecittà fu “Quo Vadis” di Mervyn LeRoy prodotto dalla Metro Goldwyn Mayer nel 1950.
Da questo momento Cinecittà calamita tutte le più importanti produzioni statunitensi, e nuova linfa ne riceve anche il cinema italiano, per il quale comincia un florido periodo in cui vengono prodotti capolavori spesso premiati dagli stessi americani con premi “Oscar”.
Nascono anche nuovi generi, la “commedia all’italiana”, il “neorealismo”, il “peplum” e si impongono all’attenzione mondiale attori e attrici italiani considerati ancor oggi star di assoluta grandezza.
Argomento tesi precedente

