La tesi del giorno
Semiotica della Lega Nord: la sicurezza è una necessità
Di fronte alle situazioni di emergenza - ambiente, immigrazione, economia - la risposta politica è spesso determinata più dalla volontà di ribadire le proprie ideologie partitiche, che non dalla volontà di risolvere concretamente la situazione.
Come sostiene la dottoressa Valentina Vellucci: "È proprio vero: non importa il colore. Basta che il gatto incaricato acchiappi i topi. O per lo meno, è essenziale che si conquisti la fiducia necessaria, affinché il padrone lo ritenga in grado di farlo".
Nel suo interessante studio La Lega Nord fra fascio e martello - Analisi semiotica del Carroccio dalle politiche 2008 a oggi, la dott.ssa Vellucci propone alcune conclusioni della sua analisi semiotica sulla forma comunicativa della Lega Nord, analizzando le dinamiche di senso messe in campo durante l'ascesa politica del partito.
Particolare è la conclusione che la Lega ha ormai fatto scuola e ha modificato le tecniche comunicative della politica italiana, trasformandone la semiosfera in una "cultura dell'espressione".
Alla base di queste culture, spiega la dott.ssa Vellucci, sottosta la categoria oppositiva corretto vs erroneo. La contrapposizione Noi vs Altro non si esaurisce semplicemente in una lineare opposizione buono vs cattivo, ma il nemico è considerato come tale proprio perché potrebbe corrompere il sistema di valori e di credenze che armonizza la società.
A questo punto la Lega si sarebbe resa portavoce del concetto di Sicurezza, ponendolo ad un piano di sinonimia con il concetto di Necessità.
Questo approccio ai problemi di fatto paralizza la possibilità di risolverli puntando su una "cultura del contenuto" che si discosti dalla dicotomia Noi-Altro, per presentare soluzioni concrete e fattibili.
Immagine: Manifesto campagna elettorale Lega 2008
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