La tesi del giorno
Yuri Gagarin a distanza di 50 anni dal primo volo nello spazio
Era il 12 aprile 1961 quando il Yuri Gagarin lasciò l’atmosfera terrestre per solcare i cieli dello spazio.
Un punto a favore per l’U.R.S.S nella guerra fredda con l’U.S.A, un viaggio tenuto segreto fino al ritorno del cosmonauta che fu l’emblema non solo della forza tecnologica della Russia ma anche dell’uomo di umili origini che diventa eroe.
La Russia ha indetto diverse manifestazioni per celebrare il cinquantenario dell'evento e anche Google ha deciso di dedicare la sua celebre pagina all’astronauta, creando un logo speciale che vede le due lettere "o" sostituite l'una dalla testa di un astronauta, l'altra dal pianeta Terra, con una navicella che parte verso lo spazio.
Il lavoro di Savina Tamborini: “Il volo di Icaro 12 aprile 1961 Jurij Gagarin e il biglietto per il cosmo” ci spiega attraverso parole e immagini come sia insito nella natura dell’uomo sfidare il suo destino e volare verso mete credute prima irraggiungibili.
Savina ci accompagna nell’universo della poesia anni ’60 russa, analizzando non solo i versi scaturiti dal lancio nello spazio ma anche l’importanza dei giovani poeti all’epoca(Antolovskij, Bojkov, Vyšeslavskij..), che lei definisce “pressoché equivalente a quello dei Beatles in Inghilterra”.
Poemi che esaltano la figura del cosmonauta che per la sua impresa è stato innalzato a figura divina, in una congiunzione perfetta tra ideologia e leggenda popolare.
Nella tesi trovate un’ampia iconografia appartenente alla corrente artistica fantascientifica costituita da foto, manifesti, quadri e sculture dell’epoca.
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