La tesi del giorno
L'educazione dei kamikaze di domani
Bambini che giocano al "gioco dello shahid (martire)", oppure ne mettono in scena il glorioso funerale.
Queste sono le conseguenze dei messaggi di odio e di istigazione alla violenza promosse dalle falangi del terrorismo di matrice islamica, che hanno trovato nel pubblico infantile un serbatoio di potenziali militanti, o per lo meno futuri sostenitori.
L'educazione ad un'ideologia jihadista, come spiega Alessia Di Consiglio in L'educazione al terrorismo suicida in tv: infanzia tradita, minaccia per la pace passa spesso attraverso il media televisivo che, rafforzato da altri agenti di socializzazione, partecipa alla costruzione di una società che vuole promuovere il terrorismo, in particolare quello suicida, presentato come una forma di martirio.
Dal gioco, infatti, a volte si passa alla realtà, con il reclutamento di giovanissimi nelle file dei combattenti, molto utili ai gruppi militanti, perché passano inosservati ai posti di blocco e nei luoghi pubblici.
Ed ecco allora che la televisione si trasforma in una sorta di "prima scuola" per i bambini, dando indicazioni utili per la condotta da seguire.
Alessia Di Consiglio analizza quindi uno stralcio della conversazione nel programma per bambini, "Pionieri di domani", dal 2007 sulla tv di Hamas Al-Aksa, tra il coniglio Assud (pupazzo simbolo del 'martire' che morirà sotto le bombe dettando alla piccola amica le sue ultime volontà) e la piccola presentatrice Saraa:
Assud: "Se lo rifaranno, Saraa, li uccideremo, giusto?"
Saraa: "Insh'Allah (ad Allah piacendo, se Allah vuole)"
Assud: "Li morderò e li mangerò tutti"
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