La tesi del giorno
Furto dei dati personali: chi ci tutela?
Quanto può essere efficace la tutela dei dati personali online?
Navigando su Internet ci viene chiesto molto spesso di compilare form inserendo dati più o meno sensibili. Questi dati sono tutelati sia dal diritto italiano che internazionale, ma purtroppo a livello tecnico non è sempre facile difendersi dagli attacchi degli hacker.
Anche le aziende più all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, come ad esempio la Sony, hanno subito gravi danni in termini di perdita dei dati degli utenti. In questo caso l’hacker è riuscito a infiltrarsi nel network della famosa console Playstation sottraendo 77 milioni di dati, tra cui i numeri delle carte di credito e relative date di scadenza, degli utenti.
Come spiega Carlo Del Basso nella tesi Il danneggiamento dei sistemi informatici: aspetti criminologici e giuridici “l’ingresso di un hacker in un sistema informatico protetto, oltre ad arrecare il più delle volte un immediato pregiudizio economico alla vittima [...] risulta estremamente pericoloso per la riservatezza e l’integrità dei dati e dei programmi che vi sono memorizzati: a differenza, infatti, dell’intercettazione di una comunicazione informatica, che consente solo una ricezione passiva del messaggio in transito, l’accesso all’interno dell’elaboratore altrui permette all’intruso di compiere tutte le operazioni normalmente accessibili solo all’utente autorizzato (leggere ed eventualmente riprodurre i dati, alterarli, cancellarli, etc.). E benché da un punto di vista tecnico sussistano varie possibilità per rendere meno vulnerabile un sistema informatico (attraverso, ad esempio, l’adozione di codici d’accesso più complessi, formati da una sequenza casuale di numeri o di numeri e lettere), anche nei confronti di questo fenomeno la tecnologia è in grado d’offrire solo soluzioni parziali e destinate a rapida obsolescenza.”
“L’Italia, così come tutti i paesi europei, si è dotata di una legislazione che si pone in contrasto ai crimini informatici. Ma la rapidità con cui nuove forme di computer crime si sviluppano rende necessari un continuo aggiornamento ed una perenne evoluzione delle legislazioni penali in materia. Il legislatore non può permettersi il lusso di restare un passo indietro rispetto al crimine informatico, deve anzi garantire la sicurezza dello strumento della rete da tutte le minacce, e ciò può avvenire solo con una stretta collaborazione tra forze dell’ordine ed autorità giudiziaria.“
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