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La tesi del giorno

La musica cura l'anima del malato

La musica cura l'anima del malatoIndipendentemente dal contesto culturale, il cancro è probabilmente una delle malattie più temute. Nella mente del paziente e della sua famiglia infatti è quasi inevitabile l'associazione “cancro = morte”.
Questo comporta che, oltre all'ovvio impatto fisico, ne risenta anche la sfera psicologica e relazionale del malato: la perdita di stabilità e di sicurezza, la paura del dolore e della morte, la crisi del senso di appartenenza a quei sistemi micro e macro sociali di riferimento, quali famiglia, amici e lavoro.
Il malato quindi, in particolare quello oncologico, in aggiunta al trattamento terapeutico, ha particolari esigenze di tipo "spirituale".
E la struttura ospedaliera che dovrebbe accogliere e contenere le ansie di pazienti e familiari molto spesso si rivela un luogo freddo e distaccato.

Per la dott.ssa Donatella Darone è necessario intraprendere un percorso di "umanizzazione" per porre il malato al centro della cura: "deve avvenire il passaggio da un modello bio-medico ad un modello bio-psico sociale, in cui l'individuo deve essere considerato globalmente senza mai perdere di vista le diverse componenti di natura fisica, emotiva, mentale o spirituale (concezione olistica)".
Come esempio di un nuovo tipo di approccio, in Forme di supporto alternativo nella terapia dei tumori. L'uso della musica Donatella racconta la sua esperienza presso l'Unità Operativa di Oncologia Medica del Reparto Oncologico dell'Ospedale Policlinico di Palermo dove è nata l'iniziativa "Ospedale e suoni", che, nelle due stanze dove è effettuata la chemioterapia, proponeva musica classica dal vivo eseguita da musicisti professionisti.

Quale modo migliore della musica, infatti, per coinvolgere i degenti e aiutarli a relazionarsi, a trasmettere le proprie esperienze per dare un senso alla propria sofferenza:"Ci si deve porre in una posizione di contenitore delle pene, delle preoccupazioni dei pazienti, ascoltandoli e trasmettendo loro una certa disponibilità e comprensione, affinché riescano a prendere consapevolezza della malattia e delle problematiche che comporta per poter raggiungere una complete ripresa fisica e psicologica.".
I risultati della ricerca sono stati positivi, sostiene Donatella: "l'ascolto dei brani musicali ha permesso al paziente di aprirsi e di stabilire una relazione affettiva, un legame con l'operatore. Inoltre ha permesso al paziente di distrarsi, distendersi e rilassarsi. L'ascolto della musica è risultato essere un valido strumento per facilitare un dialogo tra il malato e l'assistente sociale, per esprimere sentimenti ed emozioni che altrimenti non si sarebbero potuti (o voluti) esternare".

Visita la tesi:

Forme di supporto alternativo nella terapia dei tumori. L'uso della musica