La tesi del giorno
Falcone, una vita contro la mafia
Qual è la reale potenza dei mass media? Possono televisione, giornali, editoria, cinema osannare e commemorare a dovere, o al contrario dimenticare, personaggi che hanno dato un contributo tangibile all’Italia?
Ha preso le mosse da queste domande la tesi di
Marika Demaria “
Mass media e memoria: gli attentati Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino”, che in questi giorni torna di grande attualità in occasione dell’
anniversario dell’uccisione di Giovanni Falcone. Diciannove anni fa, sull’autostrada Punta Raisi-Palermo, Cosa Nostra faceva saltare in aria il giudice, assieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti della sua scorta. E proprio ora, grazie a nuove importanti rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, la Procura di Caltanissetta torna a indagare sui misteri dell’attentato di Capaci.
“Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Carlo Alberto Dalla Chiesa”, scrive la Demaria, “sono accomunati da un medesimo destino: essere stati assassinati dalla mafia che cercavano di sconfiggere, rei di aver creduto in ideali che li avevano indotti a pensare di poter raggiungere, prima o poi, il loro obiettivo”.
Tutti sappiamo chi erano: qualcosa su di loro, come sono stati uccisi e perché, le battaglie intraprese. “Tuttavia, se periodicamente i massmedia, tramite diversi espedienti, non avessero continuato a ragionare di loro, probabilmente molti ricordi sarebbero offuscati. Un impegno importante, che non sempre è stato assolto in maniera puntuale e doverosa, soprattutto per quanto riguarda la televisione e la carta stampata”.
L’obiettivo di questa tesi è stato quello di dimostrare come i quotidiani, la televisione, l’editoria, il cinema e le fiction abbiano commemorato Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino. Per farlo, la nostra autrice ha esaminato il quotidiano “La Stampa”, raccogliendo dal 1982 al 2006 tutti gli articoli relativi a loro, gli archivi Rai e molto altro.
Ciò che emerge, senza dubbio, è che “
la strage di Capaci rappresenta una svolta. Una sorta di spartiacque tra la vecchia e la nuova mafia, quella che prima colpiva a volto scoperto uccidendo in mezzo a una strada a colpi di fucile (come Dalla Chiesa) e che ora preferisce nascondersi dietro il tasto di un detonatore. Non più proiettili ma tritolo, non più assassini che affrontano la loro vittima ma esecutori che spiano da lontano i movimenti del loro bersaglio e colpiscono a distanza, come per Falcone e per Borsellino”. A cui saremo sempre grati…
Visita la tesi:
Mass media e memoria: gli attentati Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino

Argomento tesi precedente
Argomento tesi successiva
