La tesi del giorno
L'arresto di Mladic e l'ingresso della Serbia nell'UE
Il processo di democratizzazione della Serbia sembra essere arrivato all'apice. L'arresto di Milorad Komadic, più tristemente noto come Generale Ratko Mladic o "Boia di Srebrenica", sembra indicare alla storia la fine di un percorso di rinnovamento e stabilizzazione sociale del paese che ha vissuto da protagonista la crisi nei Balcani prima, e innescato la conseguente guerra civile scoppiata nell'ex Jugoslavia negli anni '90.
Come spiega ampiamente Melania Praticò nella sua tesi La transizione della Serbia alla democrazia, solo la cattura di Mladic avrebbe potuto aprire le porte dell'Unione Europea alla Serbia, perchè la definitiva condanna, da parte dell'attuale Governo Democratico guidato da Boris Tadic, del responsabile delle torture, abusi e violenze nei confronti dei musulmani di Bosnia, è l'unica strada per sgravarsi dalle pesanti accuse presentate dal Tribunale penale internazionale dell'Aja.
"Per quanto riguardava Mladic la questione diviene ancora più complessa" espone Praticò nel suo elaborato "nonostante egli sia stato ritenuto il principale responsabile dei massacri di Srebrenica del 1995 con l'accusa di genocidio, egli continuava e continua tutt'oggi a godere in Serbia di grande rispetto di ufficiale e patriota che inoltre, a differenza di Milosevic o Karadzic, non era mai stato coinvolto in affari criminali o di corruzione ed è proprio per questo, quindi, che la sua cattura si presenta da sempre come l'impresa più difficile per il governo Serbo...".
Fonte immagine: www.corriere.it
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